La ‘guerra a distanza’ tra i sindaci e la consigliera regionale Stefania Passarelli sembra non avere tregua. Ieri mattina i due presidenti delle Province di Campobasso e Isernia, Giuseppe Puchetti e Daniele Saia, hanno chiamato a raccolta i sindaci dei comuni capofila degli Ats in una conferenza stampa a Palazzo Magno, lanciando un appello in primo luogo al presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, e poi alla consigliera delegata alle Politiche sociali Stefania Passarelli, affinché si torni a dialogare e si riveda l’ipotesi del nuovo piano sociale regionale che prevede la riduzione degli ambiti dagli attuali sette a tre. L’assenza di un reale coinvolgimento del territorio e di chi ne rappresenta il primo baluardo, i sindaci, ha suscitato forti critiche sia sul metodo che sul merito della riforma.
Presenti il sindaco di Larino e presidente della Provincia di Campobasso, Pino Puchetti, la sindaca di Campobasso, Marialuisa Forte, il sindaco di Agnone e presidente della Provincia di Isernia, Daniele Saia, il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, il sindaco di Venafro, Alfredo Ricci, la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto e il sindaco di Pietracatella, Antonio Tomassone Unico assente è stato il sindaco di Termoli, che non ha mai partecipato alle discussioni precedenti.
I sindaci hanno ribadito la funzione strategica degli ambiti sociali attuali nel rispondere tempestivamente alle esigenze delle comunità, sottolineando che un ridimensionamento rischierebbe di compromettere l’efficacia degli interventi.
È stato poi evidenziato che la riforma non deve “cambiare ciò che funziona”, ma intervenire su ciò che presenta criticità, senza penalizzare le strutture esistenti che hanno dimostrato di operare in modo efficiente.
Altra nota dolente, secondo i sindaci, è stata la mancanza di ascolto e condivisione. Con oltre 80 delibere di comuni che chiedono di essere ascoltati, è emerso un fronte comune per garantire che le decisioni siano frutto di un confronto condiviso e rispettino le peculiarità di ogni territorio. Non bastano gli appuntamenti in cui vengono meramente illustrati i punti della bozza attraverso delle slide, senza, di fatto, chiedere all’apporto e il parere degli amministratori.
Inoltre, ridurre i costi reali della riforma deve andare di pari passo con l’introduzione di nuove risorse aggiuntive, per evitare di gravare ulteriormente sulle comunità locali già in difficoltà.
Dunque, in un clima di collaborazione istituzionale, i sindaci hanno chiesto con forza un passo indietro, invitando il presidente e la consigliera a riconsiderare la bozza di piano sociale regionale e a costruire una riforma che parta dal confronto reale con il territorio e con i sindaci, primo punto di riferimento dei cittadini per i servizi socio-sanitari.
A stretto giro è arrivata la replica della consigliera Stefania Passaralli che ha smentito le accuse di un mancato dialogo con i sindaci che, al contrario, sono stati convocati per questa mattina. «Mentre nella sala della Provincia i sindaci si sbracciano per chiedere di essere coinvolti, si appellano alla sottoscritta perché dia seguito a quanto annunciato – ha scritto ieri pomeriggio l’inquilina di Palazzo D’Aimmo – sarà il caso di spiegare ai cittadini del Molise che dallo scorso venerdì sulle loro scrivanie giace la convocazione tanto attesa. La riunione del Gruppo operativo si terrà domani mattina (oggi, ndr), alle 10.30. E oggi (ieri) non ne sapevano niente (o facevano finta di non saperne nulla)? Pazzesco!».

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