Non più tardi di qualche settimana fa struttura commissariale della Zes Adriatica Puglia-Molise e Assindustria condivisero un momento importante di confronto nella sede del capoluogo regionale. Non sappiamo cosa sia avvenuto nelle dinamiche relazioni, ma di ieri è il botta e risposta a distanza tra il presidente di Confindustria Vincenzo Longobardi, che evidenziava l’allarme su aiuti ridotti dal Governo, e la replica del commissario straordinario Manlio Guadagnuolo, che invece dipingeva scenari opposti. «Nelle scorse settimane alcune aziende che hanno interesse ad avviare investimenti importanti nell’area Zes Adriatica, in cui ricade il Molise, hanno riscontrato che i contributi che potrebbero ricevere saranno inferiori a quelli stabiliti dalle norme europee. Infatti nel 2021, nel prorogare fino a dicembre 2023 il credito d’imposta per nuovi investimenti in area Zes il Governo ha stabilito che le intensità di aiuto applicabili saranno quelle più basse fissate nel precedente periodo di programmazione, invece di quelle maggiorate approvate di recente dall’Unione Europea – ha sottolineato con preoccupazione Confindustria Molise – questo significa per il Molise un’aliquota del 25% per le grandi imprese invece del 30, per le medie di 35 invece di 40 e per le piccole imprese 45 invece che 50%». Il presidente Longobardi ha dichiarato che: «Non è accettabile che gli aiuti alle imprese, che l’Europa riconosce in una certa entità, siano ridotti dal governo proprio in quelle aree che più hanno bisogno di nuovi investimenti – sottolinea il presidente di Confindustria Vincenzo Longobardi – le Zes dovrebbero essere aree che catalizzano investimenti produttivi per trainare lo sviluppo del Mezzogiorno. Se il governo, invece di aumentarne l’attrattività, le depotenzia, rendendo addirittura più conveniente investire in aree non Zes per usufruire di percentuali di aiuto più alte, manda un segnale molto negativo. Il Molise, partecipando alla Zes adriatica, ha creduto molto nel progetto, per le ricadute che potrebbe avere in termini di sviluppo del territorio. Il Governo, invece, ha dimostrato di non crederci abbastanza. Ci auguriamo non solo che ci sia una proroga degli incentivi per le Zes che scadranno a dicembre 2023, ma anche che venga corretta questa anomalia, che vede le imprese delle regioni del Sud al momento destinatarie di aiuti inferiori a quelli riconoscibili in base alle classificazioni dell’Unione Europea». Immediato il controcanto di Guadagnuolo, che ha ribadito come la Zes in Molise sia più attrattiva più attrattiva grazie all’incremento delle agevolazioni fiscali. «Contrariamente a quanto riportato, il Commissario straordinario del Governo della Zes Adriatica interregionale Puglia-Molise, Manlio Guadagnuolo, ribadisce che le agevolazioni fiscali relative al credito d’imposta, previste dalla legge istitutiva delle Zes e confermate con la Finanziaria per l’intero anno 2023, risultano incrementate (e non diminuite) per la Regione Molise. Tale territorio, infatti, è stato riconosciuto quale area ex art. 107 paragrafo 3 lettera a) del Tfeu (…aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione…), e, pertanto, le percentuali del credito di imposta spettante sono variate dal 30 al 45 per cento, dal 20 al 35 per cento, e dal 10 al 25 per cento, a seconda che si tratti di piccola, media o grande impresa, equiparandole a quelle in vigore in altre Regioni (a titolo esemplificativo la Regione Puglia, anch’essa ricadente nella Zes Adriatica). Tale circostanza rende indubbiamente ancora più attrattivo, per gli investimenti, il territorio molisano», la precisazione dell’ufficio stampa della Zes Adriatica Puglia-Molise.