Una corona di fiori e manifesti funebri: così i consiglieri Daniele Di Meo e Lorenzo Coia annunciano la chiusura definitiva della scuola primaria del piccolo comune di Filignano che negli ultimi anni ha speso forze e risorse per contrastare la piaga dello spopolamento. In una nota dai toni amari i due capigruppo di minoranza esprimono tutto il proprio disappunto rispetto all’ennesimo colpo inferto alla comunità: «Oggi, 6 giugno 2024, giornata di lutto per il comune di Filignano», esordiscono in una nota i capigruppo di minoranza che spiegano: «Alla chiusura dell’anno scolastico si registra anche la definitiva chiusura della scuola primaria. Dopo la chiusura dello scorso anno della scuola materna, vivaio per l’ingresso alla fascia superiore, si registra oggi, anticipatamente, la chiusura definitiva anche della scuola primaria. Si chiude definitivamente il portone nella scuola dei Filignano e con esso il futuro il piccolo comune mainardico. A poco servono le parole della dirigenza scolastica regionale “…io devo garantire che i plessi scolastici restino al loro posto l’ho fatto anche rimettendogli che funzionassero le sezioni dell’infanzia anche in paesi molto piccoli, consapevole che, se non c’è questo presidio la prima cosa che si perde rappresenta delle famiglie sul territorio”.
Oggi la minoranza consiliare al Comune ha manifestato contro questa condanna a morte del Comune di Filignano. I due capogruppo di minoranza hanno manifestato, di fronte cancelli della ex scuola di Filignano, con una corona di fiori e manifesti a lutto. Già in passato la nostra opposizione ha voluto portare all’attenzione del Consiglio del crescente spopolamento del nostro comune, ridotto oggi a 561 residenti.
Le misure adottate dall’Amministrazione comunale per contrastare lo spopolamento, vedasi bando nuove residenti (andato deserto) e quello per i nuovi nati (solo uno nel 2023), la perdita della scuola dell’Infanzia e Primaria, sono segnali della poca attrattività del comune. Oggi la sindaca si ripresenta all’elettorato con queste credenziali, agli elettori – concludono – il giudizio sul suo operato».

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