Lo aveva annunciato quando ha presentato la mozione in Consiglio regionale. Massimo Romano, insieme al suo movimento Costruire democrazia e al Cantiere civico di Campobasso, ha confermato ieri l’avvio di una class action per chiedere l’attuazione delle linee guida in tema di malattie tempo dipendenti. Sostanzialmente, la realizzazione della rete di assistenza prevista dalle norme.
L’ultimo protocollo con il Neuromed per la gestione dell’ictus emorragico, per esempio, risale al 2019. E non è stato poi rinnovato. «C’è un ennesimo caso di inerzia – ha detto Romano riferendosi al 45enne colpito da ictus a Venafro e trasferito prima a Campobasso e il giorno dopo a Pozzilli – che dura da anni su un comparto dell’emergenza urgenza che, come dice la parola stessa e come capisce anche un bambino dell’asilo, richiederebbe interventi immediati. Per non essere complici di questo stato di cose, di anarchia, che è vergognoso lanciamo un’iniziativa collettiva, una class action chiamando a raccolta i cittadini molisani rispetto alla necessità che le amministrazioni coinvolte, quindi Regione, Asrem e struttura commissariale escano dall’inerzia, la facciano finita con questo ritardo». Una denuncia pubblica, quella di Romano (al suo fianco Pino Ruta, leader del Cantiere civico, e l’assessore comunale di Campobasso Angelo Marcheggiani), a cui seguirà una diffida formale «che porteremo nelle aule di giustizia. Nonostante ci sia anche una sentenza del Tar del 2024 (l’annullamento del piano operativo adottato dall’ex presidente e commissario Toma, ndr) continua a non esserci alcuna azione concreta da parte delle istituzioni». Il verdetto del Tribunale amministrativo, ha proseguito il consigliere regionale, ha «certificato la totale irragionevolezza di questa disciplina» ma «purtroppo a distanza di anni e nonostante queste sentenze continuiamo a non avere un atto. La struttura commissariale lo ha varato (il decreto sulla rete tempo dipendente, ndr) dopodiché è stato revocato con motivazioni che non ci sono chiare, non sono state rese pubbliche e sono nove mesi che non viene riadattato».
Ruta, dal canto suo, ha evidenziato che l’assenza della rete indice gravemente sulla salute pubblica. «Parliamo di patologie come infarti, ictus e traumi gravi, che necessitano di interventi entro 20 minuti per evitare danni irreparabili. La rete attuale è inefficiente sia per ragioni geografiche che organizzative. Mancano strutture adeguate per i politraumi e spesso i pazienti devono affrontare un’odissea tra pronto soccorso e strutture private prima di ricevere cure adeguate. Questo ritardo può essere fatale».
Si tratta, ha concluso l’assessore Marcheggiani che nella vita professionale è un medico ginecologo, «di attuare quanto già stabilito dal Tar. La Giunta ha già deliberato per sollecitare la struttura commissariale a intervenire senza ulteriori ritardi».