Luogo di cura e amore, luogo di immensa dignità che onora la vita quando sta per spegnersi. Struttura di competenze elevatissime e umanità fuori dal comune, l’Hospice diretto dal dottor Mariano Flocco – di recente “consacrato” dal reportage realizzato da Domenico Iannacone a Larino per “Che ci faccio qui” – è anche un esempio di efficienza ed efficacia della sanità pubblica regionale.
Ieri, nella Sala Parlamentino della sede della Regione, l’evento dedicato a quella che tecnicamente si chiama “restituzione del dato”, promosso dalla struttura commissariale e dalla Direzione generale per la Salute. L’iniziativa ha visto la partecipazione di operatori sanitari, amministrativi, tecnici e rappresentanti istituzionali, coinvolti in un confronto aperto sui risultati dell’attività 2024 dell’Hospice “Madre Teresa di Calcuttta”.
L’analisi dei numeri, curata dall’ingegnere Riccardo Tamburro del Servizio Controllo di gestione e Flussi Informativi, ha evidenziato una rete assistenziale in crescita e caratterizzata da elevata capacità di risposta.
Questi i principali risultati.
• 324 ricoveri nel 2024, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente
• Tempi di accesso estremamente rapidi: il 99,7% dei pazienti ricoverati entro 0-1 giorno dalla richiesta
• Prevalenza della fascia di età 70-89 anni, che rappresenta il 60% dei ricoveri
• Forte incidenza delle patologie oncologiche (84%), con predominanza dei tumori polmonari
• Tasso di occupazione dei posti letto del 74% e una durata media della degenza pari a 16 giorni
• Integrazione efficace con le cure domiciliari, con il 15% dei pazienti dimessi in assistenza palliativa territoriale.
Durante l’incontro di ieri sono stati utilizzati strumenti interattivi per raccogliere le percezioni dei partecipanti: molti dei presenti – hanno riferito a margine i commissari Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo – hanno evidenziato l’importanza della trasparenza del dato, la qualità delle prestazioni erogate e la necessità di rafforzare ulteriormente l’integrazione territoriale.
La restituzione del dato, hanno spiegato dalla struttura commissariale – rappresenta un passaggio fondamentale per orientare le politiche sanitarie regionali, migliorare la programmazione dei servizi e valorizzare il lavoro degli operatori impegnati quotidianamente nell’assistenza ai pazienti in cure palliative.




























