Visitare il centro Io sono speciale, a Campobasso in contrada Colle delle Api ma presto ci saranno sedi staccate a Termoli e Isernia, è un’esperienza di formazione. Andrebbe fatta almeno una volta, qualsiasi sia la propria occupazione. Perché restituisce il quadro esatto di come una corretta assistenza socio-sanitaria cambi in meglio la vita degli utenti – in questo caso persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie – e dei professionisti che vi si dedicano.
In contrada Colle delle Api, nel capoluogo di regione, uno dei due soli centri che in Molise sono accreditati per questo servizio. Prima che il Servizio sanitario regionale convenzionasse la struttura amministrata da Alessandro Pascale, e che vanta una squadra di giovanissimi operatori altamente qualificati, non c’erano in regione centri per il trattamento nonostante il disturbo dello spettro autistico sia compreso nei Livelli essenziali di assistenza dal 2017.
«Le famiglie erano costrette a spostarsi fuori regione con un carico notevole. Carico che si ripercuoteva poi sulle casse della Regione in termini di mobilità passiva. Con il convenzionamento di Io sono speciale si è aperto un nuovo capitolo. Da poco abbiamo ricevuto anche l’accreditamento per il centro diurno che a breve verrà attivato, 40 i posti a disposizione».
Federica Puliafito, una dei giovanissimi dell’equipe, è la coordinatrice del personale del centro, una psicologa coordinatrice. Siciliana, è in Molise perché ha scelto Io sono speciale come luogo di lavoro.
Circa 160 gli utenti, che arrivano da tutta la regione, da Venafro a Campomarino e Termoli. E 44 le persone che complessivamente operano per il centro, numero che comprende il personale sanitario e quello amministrativo e tecnico.
A fine ottobre si stima che termineranno i lavori a Termoli, nello stabile di via dei Melograni che la società che gestisce Io sono speciale ha ristrutturato. «Chi arriva da Venafro deve calcolare un’ora e mezza di viaggio all’andata e altrettanto al ritorno. La terapia dura tre, quattro ore. Lo stesso vale per chi arriva dal basso Molise. Per questo vogliamo aprire due sedi staccate a Termoli, e lo faremo presto, appena arriverà l’autorizzazione sanitaria da parte dell’Asrem dopo il fine lavori, e nel 2027 a Isernia», aggiunge Federica Puliafito. «I servizi saranno gli stessi di quelli erogati a Campobasso: neuropsichiatra infantile, direttore sanitario, tecnici della riabilitazione psichiatrica, utilizzeremo il metodo Aba, per cui il centro è specializzato con un’equipe altamente formata». L’obiettivo è fornire assistenza anche alle famiglie di basso Abruzzo e alta Puglia che non trovano risposte adeguate, perché le liste d’attesa sono lunghe ovunque, nelle rispettive regioni.
Terapia per i bambini e i ragazzi, focus sulle famiglie. Questa la caratteristica qualificante della sede centrale di Campobasso, secondo il neuropsichiatra infantile Luca Cammisa, che sarà replicata a Termoli. «Abbiamo 160 utenti che sono in realtà 160 per 3 in media. Ci sono mamma, papà, i nonni. Alle famiglie noi dedichiamo ore a parte, in più». Un “tempo famiglia” che il centro eroga gratuitamente. Incontri con le psicologhe, ma anche solo un confronto, un dialogo costante con i tecnici. Qualsiasi genitore può chiederli. «Per i bambini c’è la terapia Aba, la logopedia, la psicomotricità – prosegue Cammisa – Per i più grandi la terapia occupazionale, il supporto psicologico, a seconda della prescrizione e dell’età e delle caratteristiche degli utenti si possono organizzare molti percorsi». Per fare qualche esempio, per i bambini: levare il pannolino, imparare a usare le posat. Per i ragazzi: socializzazione, attività di gruppo, imparare a gestire soldi, a fare piccole commissioni. «Li prepariamo alla vita da adulti».
I feedback sono positivi. «Ci interfacciamo con le scuole dietro autorizzazione dei genitori, ovviamente. E ci sono insegnanti che riescono a lavorare molto di più con il ragazzo. Le famiglie hanno una gestione più semplice, pensiamo anche solo la possibilità di andare a mangiare una pizza tutti insieme. Attraverso la gestione dei comportamenti si restituisce loro quotidianità. Certo, non abbiamo il 100% di successi, ci sono molte variabili, spesso il lavoro cambia repentinamente e segue il percorso di sviluppo del ragazzo o della ragazza, del bambino o della bambina. Il progetto terapeutico si adatta alle esigenze degli utenti. Ma molte famiglie – conclude il neuropsichiatra infantile – ci dicono che le cose vanno meglio».
Salvatore Vita, psicologo psicoterapeuta BCBA, analista del comportamento, è supervisore Aba. Insieme al collega Paglione supervisiona i terapisti per quanto riguarda il trattamento comportamentale seguito da tutti gli utenti. Il centro Io sono speciale, sottolinea, «rappresenta una novità assoluta in Italia perché risponde alle esigenze e al bisogno di una intera regione». Il trattamento Aba, infatti, non ha una disciplina univoca. In Basilicata c’è un rimborso ma non la gratuità – come invece ora c’è in Molise con il convenzionamento di strutture ad hoc – mentre in altre Regioni la terapia è molto appannaggio dei privati. «In Molise per la prima volta vengono riconosciute in convenzione ore di trattamento comportamentale. Le famiglie inoltre ora avranno ancora di più la possibilità di usufruire della terapia vicino casa, con l’apertura della struttura di Termoli, in grado di attrarre utenti anche da Puglia e Abruzzo. L’Aba è la scienza del comportamento che trova approcci terapeutici che si sono dimostrati i più efficaci nel trattamento di bambini con disturbo dello spettro autistico. Il fatto che sia declinata in una risposta sanitaria è molto importante. Il Molise è pioniere di una nuova era per il trattamento dell’autismo».
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