Dalla mobilitazione pubblica al confronto in Regione. Il comitato “Ridateci il ponte” annuncia di aver ricevuto la convocazione dell’assessore regionale Michele Marone, titolare delle deleghe ai Lavori pubblici, alla Viabilità e alle Infrastrutture e al Demanio regionale. Al tavolo porterà una richiesta precisa: risposte chiare e tempi certi sul futuro del collegamento sul Trigno. A comunicare il passaggio sono gli stessi promotori, che attribuiscono alla diffusione del loro appello un ruolo decisivo nell’apertura del confronto. «Il potere dei media!», scrivono nel messaggio con cui rendono nota la convocazione. «In seguito al nostro comunicato stampa e al nostro video l’assessore Marone, nel tardo pomeriggio di giovedì, ci ha convocato in Regione». Un’apertura accolta con favore, ma che non cancella il ritardo lamentato dal comitato rispetto alla scadenza indicata nella propria richiesta. «Siamo ben oltre i termini che avevamo proposto», precisano i rappresentanti di “Ridateci il ponte”. Il confronto arriva dunque dopo un’attesa sulla quale i promotori mantengono un giudizio critico, pur riconoscendo il valore del riscontro ricevuto. Il ringraziamento rivolto a Michele Marone si accompagna infatti a una sottolineatura sul comportamento degli altri interlocutori istituzionali: «Tuttavia lo ringraziamo perché, a livello regionale, è l’unico rappresentante istituzionale che ha dato riscontro alla nostra richiesta».
È un passaggio centrale della presa di posizione del comitato. La disponibilità dell’assessore viene riconosciuta pubblicamente, mentre resta aperta la richiesta di un’attenzione più ampia verso una mobilitazione che, secondo quanto riferiscono i promotori, ha raccolto il sostegno di 17mila persone. Un consenso che il gruppo intende rappresentare direttamente in Regione, chiedendo che alle sollecitazioni dei cittadini seguano indicazioni concrete.
«Andremo in Regione per chiedere risposte chiare e tempistiche certe a nome delle 17mila persone che ci hanno sostenuto», annunciano. Nelle parole del comitato, la convocazione segna quindi l’avvio di un confronto del quale si attendono ancora i contenuti. Il messaggio non anticipa impegni dell’assessorato né comunica risultati già acquisiti: definisce invece il mandato con cui i promotori si presenteranno all’appuntamento. La richiesta resta quella espressa dalla mobilitazione: conoscere i tempi e ottenere risposte sul ripristino del collegamento. Dopo il comunicato, il video e l’annuncio della convocazione, sarà l’esito del confronto con Michele Marone a dare una prima misura delle risposte che la Regione potrà offrire alle 17mila persone richiamate nell’appello. La data indicata dall’assessore Marone è stata quella del 23 ottobre, su cui si attende l’assenso dei richiedenti.


























