Visita a sorpresa all’ospedale Veneziale di Isernia per il direttore generale di ASReM Giovanni Di Santo, accompagnato dal project manager Luca Iorio, dal direttore sanitario Carmine Lauriello e dal professor Franco Ionna, otorinolaringoiatra oncologico di fama internazionale. Presente anche il dottor Domenico Di Baggio.
La delegazione ha visitato diversi reparti del nosocomio e fatto il punto sull’andamento dei lavori di sistemazione e riqualificazione della struttura.
Particolare attenzione è stata riservata ai reparti di Otorino e Oncologia, dove il gruppo si è trattenuto a lungo.
Una visita che potrebbe preludere a importanti novità a partire dal prossimo mese di settembre. Il professor Ionna, infatti, potrebbe assumere un ruolo di rilievo all’interno del Veneziale, mettendo a disposizione della struttura la propria esperienza nel campo dell’otorinolaringoiatria oncologica.
Un possibile innesto di prestigio che potrebbe contribuire al rilancio dell’ospedale di Isernia e, in particolare, dell’attività specialistica e oncologica.
Ma non solo. Perché, come annunciato dal dottor Di Baggio, continua il percorso di upgrade e restyling del in particolare del reparto di Pronto soccorso. Nello specifico, di concerto con l’Azienda sanitaria, si è pensato all’introduzione di uno strumento strategico che mira a ridurre i tempi di attesa da parte dei pazienti e altamente efficace per la polarizzazione del personale sanitario verso le urgenze maggiori e le emergenze: il Fast Track (o percorso breve).
«Questo strumento di gestione del paziente di Pronto soccorso è un canale di Triage dedicato alle urgenze minori – spiega il medico militare, rientrato come volontario per dare un supporto strategico nel nosocomio pentro -. In altre parole permette ai pazienti con patologie a bassa complessità di essere inviati direttamente allo specialista, riducendo drasticamente i tempi di attesa in sala di aspetto e gli effetti di ridondanza come una prima visita dal medico di pronto soccorso seguita poi da una successiva dello specialista e poi infine il ritorno in pronto soccorso per chiudere e definire la dimissione. Un percorso infinito che crea stazionamento in sala di attesa e rallentamento delle cure.
Quindi l’algoritmo prevede questo protocollo: al momento dell’arrivo, l’infermiere di Triage attribuisce un codice colore e valuta se il problema è circoscrivibile a una singola area specialistica.
Se il caso rientra nei protocolli predefiniti il paziente viene indirizzato subito e direttamente allo specialista di guardia (es. oculista, ortopedico, otorino, dermatologo), bypassando l’attesa per il medico di medicina generale del Pronto Soccorso.
Infine lo specialista visita, valuta ed esegue le procedure necessarie. Al termine si viene dimessi direttamente dall’ambulatorio dedicato senza tornare nuovamente in Pronto Soccorso.
Le Aree di Intervento che verranno attivate riguarderanno le discipline di Oculistica, Otorinolaringoiatria e Ortopedia.
Tutto questo – conclude – determinerà un importante sgravio di pazienti nella sala di aspetto del pronto soccorso con un migliore confort di tutti i pazienti e la possibilità per i medici di pronto soccorso di lavorare più serenamente e dedicarsi alle urgenze maggiori e le emergenze».

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