Il Partito Democratico regionale starebbe attraversando una «fase di immobilismo» e per questo dovrebbe imprimere una svolta alla propria azione politica. È questa la posizione espressa da Marco Amendola, segretario provinciale del Pd, nel corso di un’intervista realizzata da Paolo De Chiara per WordNews.it.
Amendola individua nella sanità e nello spopolamento le principali emergenze della provincia di Isernia. Due fenomeni strettamente collegati, a suo giudizio, alla riduzione dei servizi, alla crisi del tessuto produttivo e all’assenza di politiche regionali adeguate in materia di trasporti, lavoro e sviluppo.
«Quando una provincia e un territorio vengono abbandonati anche dalle scelte governative regionali – afferma Amendola – scompare il tessuto imprenditoriale». Tra gli esempi citati dal segretario dem c’è la vicenda dello stabilimento Unilever di Pozzilli, rispetto alla quale, secondo la sua ricostruzione, la politica regionale non avrebbe garantito un confronto sufficiente con l’azienda.
A quattro anni dall’insediamento dell’amministrazione guidata da Piero Castrataro, Amendola rivendica il lavoro svolto dal centrosinistra a Palazzo San Francesco. Il segretario provinciale sostiene che il Comune abbia innanzitutto rimesso in funzione la macchina amministrativa, ponendo le basi per una nuova fase di sviluppo urbano e sociale.
Tra gli interventi ricordati figurano il futuro Centro Alzheimer, la ristrutturazione di immobili comunali destinati all’emergenza abitativa, le strutture sportive, la riapertura del cinema e della piscina comunale, il polo tecnologico e dell’innovazione nell’edificio B dell’Auditorium e il ritorno dell’università.
Proprio la sede universitaria, secondo Amendola, dovrebbe tornare operativa con l’avvio del nuovo anno accademico, a settembre, all’interno di Palazzo Orlando. «Isernia tornerà a essere una città con una sede universitaria» – dichiara, attribuendo all’amministrazione il merito di aver recuperato un immobile comunale abbandonato da decenni.
Il sostegno a Castrataro è netto: «Piero Castrataro sarà il prossimo candidato sindaco». Niente primarie, dunque, perché l’amministrazione, secondo il segretario provinciale, avrebbe lavorato bene. Amendola definisce inoltre positiva la mobilitazione del sindaco sulla sanità, ricordando le oltre 130 notti trascorse in tenda durante la protesta per la difesa dell’ospedale Veneziale.
Il passaggio più critico dell’intervista riguarda i rapporti con la segreteria regionale del Pd. Amendola contesta innanzitutto le modalità con cui sarebbe stata individuata la guida regionale, in assenza di un vero congresso e di un confronto politico aperto.
«Manca una linea politica chiara» – sostiene il segretario provinciale, che precisa di non voler mettere in discussione la figura di Bontempo, che definisce un buon amministratore – oltretutto collega a Palazzo San Francesco -, ma l’azione politica del partito. La critica principale è rivolta a una fase di immobilismo che, a suo giudizio, impedirebbe al Pd molisano di intervenire con proposte chiare sulle politiche industriali, sociali e sanitarie.
Per Amendola, il partito dovrà ritrovare unità in vista delle prossime scadenze elettorali: dalle elezioni politiche alle comunali di Isernia, fino alle regionali. «Nei prossimi due anni il Pd dovrà essere unito» – afferma, auspicando un’inversione di rotta.
Sul tema della sanità, Amendola rivendica il ruolo assunto dai dem e dalle amministrazioni locali nelle mobilitazioni a difesa degli ospedali di Isernia e Agnone. Il segretario provinciale riconosce, tuttavia, che il centrosinistra non riuscì a realizzare la svolta promessa durante gli anni del governo regionale guidato da Frattura.
La responsabilità del progressivo indebolimento della sanità molisana, secondo Amendola, dovrebbe però essere distribuita lungo un arco temporale più ampio, considerando i quindici anni di governo del centrodestra e i cinque anni di amministrazione del centrosinistra.
Per contrastare l’esodo giovanile e la perdita di popolazione, il segretario provinciale del Pd indica la necessità di ripartire dai servizi essenziali: assistenza, trasporti, viabilità e infrastrutture.
A questi interventi dovrebbe affiancarsi una politica industriale capace di favorire la permanenza delle imprese e la creazione di posti di lavoro stabili.
Il dirigente dem difende anche la coalizione che sostiene Castrataro, composta da Pd, socialisti, Movimento 5 Stelle e forze civiche. A suo giudizio, l’alleanza avrebbe garantito stabilità amministrativa sia al Comune di Isernia sia alla Provincia.
Un passaggio, Amendola, lo fa anche sul progetto del Lotto Zero, confermando la linea assunta dall’amministrazione comunale, che ha presentato ricorso al Tar. Il segretario provinciale definisce quella intrapresa dal Comune «l’unica strada» percorribile, considerando che si tratta di un’opera finanziata e gestita dall’Anas.
Resta invece in fase di ridefinizione il sistema dei parcheggi a pagamento. Amendola attribuisce le difficoltà a un contratto stipulato dalle precedenti amministrazioni, giudicato penalizzante per il Comune e per i cittadini, anche per l’assenza di una tariffazione frazionata.
Dopo la rescissione del contratto, il Comune avrebbe accantonato circa 400mila euro, a fronte di una somma stimata in circa 350mila euro da riconoscere all’azienda. Il nuovo assetto dovrebbe prevedere una riduzione degli stalli a pagamento, che passerebbero a circa 160-170.
Tanti i temi affrontati da Amendola nell’intervista rilasciata a De Chiara: sul referendum per il possibile distacco della provincia di Isernia dal Molise e l’aggregazione all’Abruzzo, il segretario provinciale del Pd riconosce innanzitutto il valore della consultazione popolare. Ma si dichiara contrario all’annessione.
Infine, un passaggio sulle prossime elezioni comunali: Amendola annuncia la propria candidatura nella lista del Partito Democratico. L’obiettivo dichiarato è costruire una lista competitiva e riportare il Pd a essere, anche numericamente, il primo partito della coalizione di centrosinistra.

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