«Quello di oggi è il compimento di un progetto che viene da lontano». Dopo il taglio del nastro e la benedizione del vescovo Cibotti, Piero Castrataro ha riconsegnato Palazzo Orlando alla città e alla comunità accademica, all’Università del Molise che torna in centro a Isernia, nel cuore del quadrilatero istituzionale, con un corso che prepara il futuro (la magistrale di Informatica orientata sulla cyber sicurezza).
Lo ha fatto in una cerimonia che ha dato atto e merito a coloro che nel corso degli anni hanno “inseguito” e quindi voluto sia il ritorno dell’ateneo a Isernia sia la ristrutturazione di un edificio di pregio. Un palazzo molto significativo nella storia della città che ha trovato, le parole sono di Michele Iorio che in Regione ha supportato l’iniziativa da assessore prima e poi da consigliere delegato ai fondi europei, «la migliore soluzione».
In platea, insieme ai tecnici che hanno realizzato il progetto finanziato dal Pnrr, il predecessore del sindaco Castrataro, Giacomo d’Apollonio, e rappresentanti del centrodestra nell’attuale Consiglio comunale. Accanto al primo cittadino, l’assessore Ovidio Bontempo, alla cerimonia hanno preso parte altri numerosi esponenti della maggioranza. Per la Regione, oltre a Iorio, l’assessore e vicepresidente Roberto Di Baggio. La Provincia era presente con il presidente Daniele Saia.
«Un grande risultato frutto di un lavoro di squadra», ancora Castrataro.
La richiesta delle amministrazioni all’ateneo, di riportare la comunità accademica e gli studenti al centro della città, è stata irrobustita con investimenti sull’accoglienza, lo studentato, e sui trasporti. Anche in questo caso, Comune da un lato e Regione dall’altro hanno sostenuto la scelta dell’Università. Il rettore Giuseppe Peter Vanoli lo ha voluto riconoscere pubblicamente: «Sono fortunato nel mio ruolo perché le istituzioni sostengono l’Università. Questa capacità di network ci consente di centrare obiettivi che altrimenti sono difficilmente realizzabili».
Presto, dunque, Palazzo Orlando vedrà entrare studenti e docenti: quelli del corso di laurea magistrale in Sicurezza dei sistemi software attivata dal Dipartimento di Bioscienze che ha sede a Pesche. Con Pesche, una connessione solida che i vertici di Unimol hanno voluto preservare. Con il rettore, fra gli altri, a Isernia per l’inaugurazione la prorettrice vicaria Stefania Scippa che ha diretto fino a qualche mese fa Bioscienze, il prof Rocco Oliveto che ora guida il Dipartimento coadiuvato dal vicario Marco Segatto, il direttore generale Valerio Barbieri.
Accanto e intorno all’edificio, altri cantieri, alcuni ormai quasi chiusi. Per esempio, il cinema che a breve sarà aperto. Via De Gasperi ha tutte le premesse per diventare luogo di aggregazione e riferimento del capoluogo di provincia pentro.
Non è stato facile restituire Palazzo Orlando alla città del 2026, con le esigenze che un edificio pubblico – in questo caso un ateneo – deve soddisfare. Una bella sfida, una sfida vinta: la soddisfazione traspariva nelle parole di tutti. «Abbiamo corrette scelte sbagliate del passato, tanti presidi sono stati tolti alla città, penso alla Banca d’Italia, alla Camera di commercio. Unimol ha preso una decisione diversa. Con l’inaugurazione di oggi – così Di Baggio – ridiamo dignità a una città che è capoluogo di provincia».
Una struttura, adesso, moderna e rispettosa della sua storia. Sicura. «Vedere nascere un’idea e poi vederla realizzata: spesso non accade agli amministratori, in questo caso è avvenuto. Questo è un palazzo a cui si è sempre immaginato di dare una destinazione importante. Questa credo sia la soluzione migliore. Una facoltà di strettissima attualità che può creare sviluppo. Come Regione – ha sottolineato Iorio – abbiamo investito 9 milioni per il progetto, che è più ampio, e ha consentito all’ateneo di compiere questa scelta».
È vero, ha confermato il rettore Vanoli, senza il sostegno della Regione e del Comune sarebbe stato complesso. Il progetto più ampio prevede anche l’apertura di un polo di ricerca orientato sulla finanza e la salute nell’auditorium. Primi passi di un percorso «che comprende alloggi e trasporti e punta ad aumentare la popolazione del Molise», ad attrarre iscritti da altre regioni e gli studenti internazionali con un’offerta all’altezza dei tempi e che valorizzi lo specifico molisano: in poche centinaia di metri tante opportunità per studiare e per vivere al meglio il tempo dell’università. ritai

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