In politica i veti sono legittimi. Le strategie pure. Ma quando un veto rischia di compromettere la tenuta di una coalizione, soprattutto alla vigilia di appuntamenti elettorali decisivi, diventa inevitabile interrogarsi sulle ragioni che lo hanno determinato. E soprattutto sugli obiettivi di chi lo pone. È quello che sta accadendo nel centrodestra isernino, dove la disponibilità di Luca Iorio a candidarsi alla guida della città, anziché favorire una rapida convergenza, sembra aver aperto una partita assai più complicata. Una partita nella quale, stando alle indiscrezioni che circolano negli ambienti politici, il protagonista sarebbe Roberto Di Baggio, assessore e vicepresidente della Regione Molise.
Il condizionale è d’obbligo. Ma le voci si rincorrono, diventano insistenti e cominciano ad alimentare interrogativi ai quali, prima o poi, qualcuno dovrà dare una risposta.
Luca Iorio non è un candidato qualunque. Primario stimato dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, professionista conosciuto e apprezzato, ha deciso di mettersi a disposizione della città di Isernia partendo da un progetto dichiaratamente civico. Non ha nascosto il peso della propria storia familiare, né l’influenza che inevitabilmente può aver esercitato il padre Michele, per anni potente presidente della Regione e fino a pochi mesi fa assessore regionale in quota Fratelli d’Italia. Ma ha rivendicato con chiarezza l’autonomia della propria scelta.
E del resto, alla presentazione del movimento «Vento di cambiamento», accanto a lui sedeva Gigi Brasiello, già sindaco di Isernia espressione del centrosinistra. Un segnale politico tutt’altro che secondario: il progetto di Luca Iorio nasce con l’ambizione di andare oltre gli steccati tradizionali, intercettando sensibilità e consensi che non appartengono necessariamente al perimetro del centrodestra.
Una candidatura che, almeno sulla carta, avrebbe potuto rappresentare un’occasione preziosa per la coalizione. Un nome autorevole, una riconoscibilità professionale, una proposta civica capace di allargare il campo. E invece sono cominciati i distinguo. Le formule prudenti. I «vedremo», i «ragionamenti ancora in corso», le riserve da sciogliere.
Non tutti, naturalmente, hanno manifestato perplessità. All’interno del centrodestra Luca Iorio ha raccolto anche consensi significativi. Ma il nodo, secondo quanto filtra dagli ambienti della coalizione, sarebbe soprattutto Forza Italia. E più precisamente Roberto Di Baggio.
Sarebbe lui, stando alle indiscrezioni, il principale ostacolo alla convergenza sul nome del primario. Una ricostruzione che, in assenza di conferme ufficiali, resta tutta da verificare. Ma che pone una questione politica difficile da aggirare.
Perché Di Baggio dovrebbe dire no a Luca Iorio?
Non risulta, almeno pubblicamente, una spiegazione politica articolata. Nessuna valutazione esplicita sull’inadeguatezza del candidato, nessuna proposta alternativa capace di raccogliere un consenso più ampio. E allora il dubbio diventa inevitabile: si tratta di una normale divergenza sulla scelta del candidato oppure dietro quella resistenza si nasconde un disegno politico diverso?
Il centrosinistra ha già individuato in Piero Castrataro il proprio candidato. Il sindaco uscente può dunque lavorare alla costruzione della coalizione, mentre il centrodestra rischia di consumare tempo ed energie in una discussione interna senza sbocco. Ogni giorno che passa senza una decisione rappresenta, oggettivamente, un vantaggio per gli avversari.
Ma negli ambienti del centrodestra c’è chi comincia a spingersi oltre questa semplice constatazione. E si domanda se l’eventuale irrigidimento di Di Baggio non possa preludere a uno scenario ancora più insidioso: trascinare la coalizione verso una rottura, magari a ridosso della presentazione delle liste, per poi lasciare spazio a una diversa collocazione delle componenti civiche a lui politicamente vicine.
Magari proprio nell’area che sostiene Castrataro.
È soltanto un sospetto. Non ci sono elementi per affermare che questo sia il progetto del vicepresidente della Regione. Ma è un’ipotesi che, secondo le indiscrezioni raccolte, comincia a circolare tra alcuni esponenti del centrodestra. E già il fatto che venga presa in considerazione restituisce la misura della diffidenza maturata all’interno della coalizione.
Perché un conto è rivendicare il diritto di scegliere un candidato diverso. Altro conto è alimentare, anche involontariamente, le condizioni politiche che potrebbero favorire la vittoria dello schieramento avversario.
Di Baggio, naturalmente, ha tutto il diritto di dissentire. E di sostenere che Luca Iorio non sia il candidato migliore. Ma proprio per il ruolo istituzionale che ricopre, quel dissenso assume un significato che va ben oltre la dialettica cittadina.
Non parliamo soltanto di un esponente politico radicato a Isernia. Parliamo del vicepresidente della Regione Molise, espressione di una maggioranza di centrodestra. Una responsabilità che rende le sue scelte inevitabilmente rilevanti anche per gli equilibri regionali.
Ed è proprio questo il punto che potrebbe trasformare una controversia locale in un caso politico di ben altra portata.
Se le resistenze attribuite a Di Baggio dovessero trovare conferma e se il confronto interno dovesse precipitare fino a compromettere l’unità della coalizione, la questione difficilmente potrebbe restare confinata a Isernia. Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, alcuni ambienti del centrodestra starebbero già valutando l’opportunità di portare il caso all’attenzione dei vertici nazionali dei partiti.
Non sarebbe una questione di antipatie personali. Né una semplice disputa sulla candidatura di Luca Iorio. Sul tavolo finirebbe il rapporto di fiducia politica nei confronti di un vicepresidente regionale al quale una parte della coalizione potrebbe contestare di aver ostacolato una possibile intesa elettorale.
E le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che marginali.
All’orizzonte, infatti, non ci sono soltanto le amministrative di Isernia. Ci sono le elezioni politiche e, pochi mesi dopo, quelle regionali. Appuntamenti che imporranno ai partiti di centrodestra di misurare alleanze, rapporti di forza, affidabilità reciproca e prospettive future.
In un quadro così delicato, anche una scelta apparentemente circoscritta può produrre effetti a catena. E un eventuale strappo isernino potrebbe diventare il precedente sul quale ridiscutere equilibri ben più importanti.
Resta dunque una domanda, semplice quanto politicamente pesante: Roberto Di Baggio vuole davvero un centrodestra unito e competitivo a Isernia?
Il modo più efficace per dissipare i sospetti sarebbe chiarire pubblicamente la propria posizione. Spiegare se esiste realmente un veto su Luca Iorio, quali siano le ragioni di un eventuale dissenso e soprattutto quale alternativa politica Forza Italia intenda proporre.
Perché le indiscrezioni non sono prove e i sospetti non possono trasformarsi in sentenze. Ma neppure il silenzio, quando la posta in gioco è così alta, aiuta a ricostruire la fiducia.
Luca Iorio ha scoperto le carte. Il centrosinistra ha già scelto Castrataro. Adesso tocca al centrodestra decidere se vuole giocare la partita per vincerla oppure continuare a discutere mentre gli avversari si organizzano.
E soprattutto tocca a Di Baggio chiarire da quale parte intenda giocarla.
LdA

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