Al tavolo del centrodestra per discutere dei prossimi appuntamenti elettorali c’era anche l’Udc, ma non il suo leader nazionale Lorenzo Cesa. A porre l’accento sulla sua assenza è il consigliere regionale dei 5 Stelle Roberto Gravina che, in una nota, punta il dito contro quella che considera una contraddizione nella posizione dell’Udc e nella gestione dei suoi rappresentanti. Il riferimento è alla presenza di Di Pietro al vertice del centrodestra di venerdì scorso, in rappresentanza del partito, nonostante in passato fosse stata contestata la sua qualifica di segretario regionale.
La vicenda, ricorda il consigliere, era già finita al centro di un’interpellanza presentata in Consiglio regionale sulla compatibilità della nomina di Di Pietro nel consiglio di amministrazione di Sviluppo Italia Molise. Il bando, sottolinea Gravina, escludeva dalla selezione chi avesse ricoperto incarichi di partito nei due anni precedenti. A fronte dei dubbi sollevati, la Giunta aveva risposto che Di Pietro non ricopriva ruoli politici attivi. Una spiegazione che il Movimento 5 Stelle aveva giudicato allora «inverosimile».
«Oggi lo stesso Di Pietro siede al tavolo del centrodestra, o meglio, come si vede dalla foto, sta leggermente defilato, ma sempre in rappresentanza dell’Udc e al posto di Cesa», osserva Gravina, evidenziando quella che ritiene un’incoerenza tra le precedenti risposte istituzionali e l’attuale ruolo politico attribuito a Di Pietro.
Da qui l’affondo nei confronti del leader nazionale dell’Udc. Secondo il consigliere regionale, Cesa sarebbe riuscito a garantire incarichi ai propri referenti, senza però ottenere risultati altrettanto concreti per il Molise. «Gli incarichi ai propri uomini, dunque, Cesa li ha garantiti. E per il Molise? Qual è il risultato di Cesa per questa terra? Quale battaglia ha portato avanti per le nostre comunità, per la sanità, per le aree interne, per il lavoro?», chiede il pentastellato.
Il ragionamento si allarga quindi alle priorità del territorio, dalla sanità alle aree interne, fino all’occupazione. «Sui referenti le risposte sono arrivate, sul Molise nessuna», sostiene Gravina, contestando l’assenza di un impegno che, a suo giudizio, abbia prodotto benefici riconoscibili per le comunità molisane.
La critica finale riguarda proprio la mancata partecipazione di Cesa al vertice politico. Per Gravina, l’incontro rappresentava un momento significativo in vista delle prossime scadenze elettorali, quando il centrodestra sarà chiamato a chiedere il consenso dei cittadini. «Oggi il Molise non ha avuto nemmeno l’onore di vederlo al tavolo in cui si decide chi chiederà il voto ai molisani», conclude.
E chiude con un messaggio rivolto direttamente al leader dell’Udc: «Chi chiede fiducia ai cittadini deve metterci la faccia, non delegare».



























