Nel riparto del Fondo sanitario nazionale si deve tener conto dei bisogni di salute delle persone e delle caratteristiche dei territori, elemento cruciale per definire le risorse necessarie a gestire e garantire l’assistenza.
Ne è convinto il governatore Francesco Roberti, che nel confronto che si è svolto giovedì in Conferenza delle Regioni, ha ribadito la richiesta. «Per il Molise – ha spiegato il presidente – significa riconoscere il peso dell’invecchiamento della popolazione, delle distanze e dei servizi che vanno garantiti anche nei comuni più piccoli e nelle aree interne».
Insieme a Molise, anche Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Puglia e Umbria hanno sostenuto una proposta per rendere più equi i criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale.
Dal punto di vista concreta, la proposta punta a introdurre una “quota di riequilibrio strutturale”, destinando l’1,5% delle risorse complessive a una distribuzione che dia maggiore rilievo all’invecchiamento, alla dispersione territoriale, alla presenza di residenti nelle aree interne, al calo demografico e alle condizioni di svantaggio socioeconomico.
«L’obiettivo è dare maggiore peso alle esigenze dei territori nella ripartizione delle risorse, per sostenere i servizi sanitari e garantire i livelli essenziali di assistenza», ancora le parole di Roberti.
La proposta passa ora all’esame della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, con l’obiettivo di arrivare a una posizione condivisa e poi all’intesa su un riparto con nuovi criteri. «Continueremo a portare in questo confronto le esigenze del Molise – ha concluso il presidente – perché vivere in un piccolo comune o in un’area interna deve essere compatibile con il pieno diritto alla cura».



























