Il presidente del Corecom Vincenzo Cimino aveva chiesto al Consiglio e alla giunta della Regione la possibilità di effettuare verifiche qualificate sulle domande degli editori per l’accesso ai fondi della norma di settore. «Né la terna del Comitato né il personale a noi dedicato ha la formazione e i giusti titoli di studio». Inoltre, sono aumentati gli imprenditori che accedono al fondo, che invece dal punto di vista finanziario non è cresciuto. La regolarità dell’iter è sempre più una necessità sia per la pubblica amministrazione sia per i beneficiari. Con il protocollo firmato ieri mattina dai vertici dell’Assemblea legislativa e del Comando Molise della Guardia di Finanza la procedura si snellisce. Una garanzia per gli editori e per i giornalisti, ha proseguito Cimino. «È come avere la caserma davanti casa, prima di commettere reati ci pensi due volte».
L’intesa siglata dal presidente dell’Assemblea legislativa Quintino Pallante e dal generale di brigata Danilo Petrucelli è finalizzata al rafforzamento del sistema di prevenzione e contrasto delle condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici connessi agli interventi volti a sostenere l’editoria molisana e a promuovere la professione giornalistica in ambito regionale.
Oltre a Cimino, alla firma era presente anche il segretario generale del Consiglio Claudio Iocca.
Il testo prevede che, per garantire l’attività di collaborazione e l’attuazione delle finalità del Protocollo d’intesa, il Consiglio regionale del Molise metterà a disposizione della Guardia di Finanza dati, notizie, informazioni e analisi di contesto, incluse quelle relative ai beneficiari e ai destinatari delle misure di sostegno, incentivo e finanziamento già perfezionate; potrà segnalare in modo motivato le misure o i contesti su cui ritiene opportuno indirizzare eventuali attività di analisi e approfondimento, fornendo informazioni ed elementi ritenuti utili; fornirà input informativi qualificati di cui sia venuto a conoscenza in ragione delle funzioni esercitate, selezionati sulla scorta di preliminari approfondimenti e utili per la prevenzione e la repressione di irregolarità, frodi e abusi di natura economico-finanziaria. La Finanza potrà utilizzare, nell’ambito dei propri compiti d’istituto, i dati e gli elementi acquisiti per orientare e rafforzare l’azione di prevenzione, ricerca e repressione degli illeciti economici e finanziari in danno del bilancio pubblico e della Regione Molise; nel rispetto delle norme sul segreto investigativo penale, sulla riservatezza della fase istruttoria contabile e sul segreto d’ufficio, segnalerà al Consiglio regionale, laddove necessario per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell’Ente e limitatamente alle informazioni necessarie per tali adempimenti, le risultanze emerse all’esito dei propri interventi. Il Consiglio Regionale del Molise, a sua volta, comunicherà al Corpo eventuali iniziative assunte e/o i provvedimenti conseguentemente adottati.
L’impegno delle Fiamme Gialle, ha sottolineato il generale Petrucelli, «è quello di prestare la propria collaborazione soprattutto nella fase di controllo dei requisiti di accesso a queste misure per garantire che le risorse stanziate vengano effettivamente destinate a chi ha pieno titolo per accedere ai finanziamenti».
Particolarmente soddisfatto per una iniziativa andata in porto, che lui ha fortemente voluto, il presidente Pallante. Un presidio di legalità e correttezza istituzionale che tutela, ha evidenziato, chi svolge correttamente un ruolo prezioso, quello dell’editoria e dell’informazione. «Da quando è stata approvata la legge sull’editoria, molto è cambiato: l’utilizzo di tecnologie, la crescita di tante ulteriori attività meritavano un approfondimento di garanzia, appunto, per quanto riguarda le risorse pubbliche, ma anche nei confronti degli operatori, dei giornalisti, di coloro i quali svolgono o vogliono intraprendere questa attività. Ora sanno che a monte c’è il controllo della Guardia di Finanza e l’attenzione del Consiglio regionale con questa e altre iniziative».

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