Sono giorni caldi, a Isernia, nonostante le temperature in calo rispetto all’ultima estate rovente. A scaldare il clima ora è la politica cittadina in vista delle prossime elezioni comunali. Da una parte e dall’altra si registra un fermento non trascurabile. Se nel centrodestra infatti le interlocuzioni si fanno serrate per trovare la quadra sul candidato sindaco, dopo che Luca Iorio ha dato la sua disponibilità presentando anche il movimento civico “Vento del cambiamento”, non si può dire che nel centrosinistra la situazione sia ferma. Anzi: il Partito Democratico – come è noto – nei giorni scorsi in assemblea regionale ha deciso di sostenere la ricandidatura di Piero Castrataro per un secondo mandato a Palazzo San Francesco. Ad annunciarlo è stato direttamente il presidente dell’assemblea, Vittorino Facciolla, riconoscendo al primo cittadino in carica un lavoro di programmazione di lungo periodo, un’azione amministrativa tornata a mettere al centro la persona e i servizi, e una particolare attenzione alla tutela della salute, soprattutto nelle aree interne.
Non è d’accordo, però, la dott.ssa Francesca Scarabeo, ex assessora della giunta Castrataro, che nelle ore successive all’annuncio ha affidato alla stampa un intervento molto critico – pubblicato dalla testata online pressmoliselazio.it -, rivolto tanto al sindaco quanto agli equilibri che stanno dietro la sua riproposizione.
Scarabeo racconta di aver già manifestato il proprio dissenso in un contesto preciso, davanti ai vertici del centrosinistra regionale: «Al congresso del PSI l’ho detto chiaramente a tutti i segretari e ai dirigenti presenti, dal PD a Fratoianni: non pensassero di poter ricandidare Castrataro de planis, dandolo per scontato. Stanno facendo i conti senza l’oste».
Nella sua lettura, la scelta di confermare il sindaco risponderebbe più a logiche di partito che a un reale apprezzamento dell’operato amministrativo. Una convinzione che l’ex assessora esprime con parole altrettanto nette: «C’è chi ha ambizioni camerali o regionali e vuole ‘bloccare’ Castrataro al Comune per non averlo come concorrente sulle caselle più ambite. Ognuno guarda al proprio orticello e alle proprie candidature, da Ovidio Bontempo ad Alessandra Salvatore, fino a Marco Amendola e Daniele Saia. L’unica a cui potrebbe andare bene tenere Castrataro ad Isernia è la Fanelli, che punta alla Presidenza della Regione».
Il nodo, per Scarabeo, riguarda anche il modo in cui è stata gestita la squadra di governo cittadina. Ed è qui che chiama in causa direttamente il sindaco: «Purtroppo non c’è alcuna condivisione sul nome di Castrataro. Il sindaco deve ancora dare giustificazioni pubbliche e di bilancio per come ha cacciato me, Domenico Di Baggio, Claudio Falcione, e per come ha ridimensionato figure come Gabriele Olivieri e in ultimo Andrea Di Rollo. Se il centrosinistra pensa di riproporre questo modello senza fare i conti con quanto accaduto, la campagna elettorale sarà molto aspra e conflittuale. Io non tacerò e dirò le cose esattamente come stanno».
Quanto al proprio futuro, l’ex assessora fa sapere di non avere, per ora, in programma una candidatura. Non rinuncia però a far sentire la propria voce, e precisa a chi non andrà il suo appoggio: «Se devo dare una mano a qualcuno, di certo non la darò a Castrataro. Ricordo a tutti che i voti non cadono dal cielo: Castrataro e il PD dovranno giustificare il loro comportamento davanti agli elettori».
Insomma, con l’intensificarsi delle interlocuzioni politiche in vista delle comunali, il termometro si alza nel capoluogo pentro. Da qui al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale il dibattito è destinato a restare apertissimo a destra tanto quanto a sinistra.

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