Eletto il 17 dicembre 2023 al vertice del Pd Molise da un’assemblea che così unitaria non è stata poi a lungo, Ovidio Bontempo risponde alla domanda sul perché lunedì prossimo è convocata l’assemblea per scegliere il nuovo segretario dei dem in regione sottolineando più volte: «Non ho formalizzato le dimissioni». E aggiunge «dimissioni attuali».La convocazione, è bene essere corretti e leali coi lettori, fa invece riferimento a «dimissioni rassegnate» dal segretario.
I dolori dei “giovani dem”, per parafrasare Goethe, sono sempre stati tanti. È complicato spiegare con parole semplici quello che il Pd, non solo in Molise, definisce dibattito interno, che va fatto prima negli organismi dirigenti e poi, caso mai, può finire sulla stampa.
Ma, è la democrazia bellezza, se il presidente dell’assemblea regionale convoca l’organismo e all’ordine del giorno inserisce il punto relativo alla rielezione del vertice c’è poco da minimizzare. La notizia c’è tutta. E le dichiarazioni di Bontempo lasciano immaginare un «chiarimento interno» arroventato lunedì prossimo. Anche perché le elezioni sono vicine, non solo le politiche ma anche le amministrative di Isernia che per il Partito democratico hanno un significato notevole.
Tre anni fa, dopo le regionali stravinte dal centrodestra, il Pd Molise provò a compattarsi: le tre anime facenti capo all’ex senatore Ruta, all’allora segretario uscente Facciolla e alla consigliera Fanelli ragionarono realmente in maniera unitaria. «Unità come un punto di partenza condiviso e al contempo – disse Bontempo appena dopo la sua elezioni a segretario – una finalità comune a dirigenti, militanti, iscritti ed elettori del nostro partito democratico. Unità fondata su principi, regole, valori, idee e programmi condivisi che vedranno nello Statuto regionale, appena approvato, un costante e prezioso punto di riferimento per l’azione di un Partito unito, rinnovato nella sua classe dirigente dove tutti saranno al servizio della causa comune, senza derive individualiste. Un partito aperto alle esperienze migliori e alle personalità più attive della società, dai lavoratori al mondo delle imprese, passando per i sindacati e le associazioni di categoria. Un partito di prossimità, vicino a cittadini, iscritti, elettori, associazioni, comitati, visti nella loro quotidianità e nei loro bisogni, e non più soltanto al momento del voto, un Pd vissuto e percepito come punto di riferimento costante soprattutto lungo il percorso che conduce da un’elezione all’altra».
Insieme all’assessore comunale isernino, fu eletto presidente del partito Nicola Messere.
Nella pratica, poi, ha funzionato l’accordo fra Ruta e Facciolla, la componente che fa capo a Fanelli non ha invece condiviso alcune decisioni e alcuni percorsi e attualmente non è in maggioranza. Messere ha lasciato la presidenza, poi “presa in carico” dallo stesso Facciolla che di recente si è trovato spesso a dover spegnere “incendi” e polemiche divampate anche sulla stampa.
Raccontano, infatti, alcuni insider che la fiducia nel segretario regionale sarebbe venuta meno in questi mesi in una parte ben più ampia del partito e dell’Assemblea. Che ci sarebbero stati alcuni “tagliandi intermedi”, passaggi in cui potrebbe trovare motivazione e fondamento l’ordine del giorno di lunedì, quindi un cambio al vertice.
Al momento, Bontempo dice che non può aggiungere altro. Che sono in corso verifiche interne al partito. E che appena potrà farà maggiore chiarezza.
ritai

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