Una strategia condivisa e un tavolo permanente per la città di Campobasso. Questo quanto emerso dal summit tenutosi ieri mattina al Centrum Palace tra i coordinatori regionali e i consiglieri comunali del centrodestra cittadino.
Il confronto, avvenuto in un clima di stima e collaborazione, ha ribadito un principio che è alla base dell’impegno comune di unità d’intenti. Un luogo stabile di confronto e di sintesi, senza personalismi, incaricato di definire nell’arco di poco tempo un testo programmatico condiviso, chiaro e determinante, capace di valorizzare le proposte di tutte le forze e di guardare al futuro del capoluogo in una prospettiva regionale e nazionale. Unità, programma e risposte concrete dunque, al netto di qualche dissidio implicito emerso da alcune dichiarazioni prima del confronto.
Tanti i temi sul tavolo, a partire dalla situazione dell’opposizione in consiglio comunale a Palazzo San Giorgio sino alle prossime elezioni comunali ad Isernia.
«Una riunione che si sarebbe dovuta fare tempo fa per ascoltare i consiglieri comunali di Campobasso e capire bene da loro qual è la posizione politica nei confronti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Marialuisa Forte – ha affermato il coordinatore di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro -. Oggi siamo qui per ascoltare, per poi avere le idee chiare e, come coordinamento dei coordinatori regionali dei partiti delle coalizioni, prendere delle decisioni. Sicuramente andare avanti con una differenziazione di posizioni politiche dei vari gruppi comunali non è più possibile. Dobbiamo avere un unico obiettivo, un’unica linea politica e un unico comportamento».
Tante le strade da poter intraprendere, dalla sfiducia alle dimissioni dei consiglieri, con Fratelli d’Italia che dalla sua ha sempre espresso una posizione chiara, schierandosi sempre contro l’attuale amministrazione comunale.
«Vediamo cosa uscirà fuori dal confronto dei coordinatori, ascolteremo le posizioni dei consiglieri comunali e quali sono le ragioni delle varie posizioni politiche. Io posso parlare solo per Fratelli d’Italia. Come gruppo siamo per l’immediato ritorno alle urne. Non ha importanza il metodo, l’importante è ridare voce ai cittadini di Campobasso perché credo che questa amministrazione, che sta governando con una maggioranza che non è una maggioranza, debba finire».
Focus poi sulle prossime elezioni comunali ad Isernia e sulla candidatura di Luca Iorio. «Vedremo se ci saranno altre candidature e altre disponibilità. Solo allora, con l’accordo dei partiti, prenderemo una decisione in merito. Fratelli d’Italia non c’entra nulla con la sua candidatura. Credo sia una sua scelta e una sua strategia politica e noi la rispettiamo», ha chiosato Di Sandro.
A Campobasso anche il senatore Lotito: «Non siamo qui solo per analizzare la situazione di Campobasso ma per fare il quadro della coalizione anche in vista delle prossime elezioni. Bisogna fare il collaudo e ogni tanto credo sia necessario farlo. Abbiamo forse aspettato troppo tempo per questo incontro perché abbiamo consentito che si consolidassero mosse e situazioni che potevano essere evitate. Secondo me dobbiamo rilanciare l’azione politica della coalizione di centrodestra e siamo qui oggi per fare questo. L’indirizzo politico lo dà il partito, non le singole persone che devono lavorare nell’interesse dei cittadini. Tutto questo deve collimare con quella che è la scelta politica della coalizione».
Sulle ultime polemiche rispetto alle dichiarazioni portate alla luce da “La Repubblica” il senatore ha sottolineato: «È stato alzato un polverone ridicolo. Io non conoscevo il Molise e mi sono innamorato di questa regione e dei suoi abitanti. Sono forse uno dei pochi nella storia di questo territorio ad aver lavorato esclusivamente nell’interesse di questa regione. Alcuni tavoli dei segretari regionali vengono svolti nel mio ufficio privato. Non c’è bisogno che io debba essere presente materialmente, perché sono presente con la mia azione politica e con la risoluzione dei problemi. Forza Italia è un partito creato dalla gente e per la gente, che deve fare fatti e non parole. Penso che tutta una serie di azioni messe in campo lo dimostrino. Ci sono situazioni ataviche che ho affrontato in prima persona mettendoci la faccia. Penso alla tangenziale nord di Campobasso. Ho chiamato l’ex sindaco Gravina dicendogli che è stato il primo ad aver beneficiato della mia azione perché l’ho fatta finanziare, dal momento che non c’erano i soldi ed era tutto bloccato».
Su Isernia, con Di Baggio che sembrerebbe contrario alla candidatura di Luca Iorio, Lotito ha evidenziato: «Qui non ci sono congetture precostituite. Se le cose devono funzionare devono farlo nell’interesse della coalizione e non del singolo partito. Dobbiamo trovare un candidato che sia idoneo a far vincere la il centrodestra e per interpretare gli interessi dei cittadini per risolvere i problemi. Le cose devono essere concordate. Incontrerò Luca Iorio, che non conosco, ma prima voglio capire la posizione politica della colazione».
Più critica, rispetto a Fratelli d’Italia e Forza Italia, la posizione dei Popolari per l’Italia e di Noi Moderati.
«Noi non accettiamo gli ultimatum – ha affermato il capogruppo dei PPI Salvatore Colagiovanni -. Siamo in una fase democratica e, come area moderata, siamo per il dialogo. Ho come l’impressione che qualcuno in Italia voglia il potere unico. Deve esserci condivisione visto che ci sono più partiti. Come area moderata abbiamo sette consiglieri su quindici. Apparteniamo a partiti che portano sempre liste, voti e consensi attorno al candidato scelto. Sono dieci anni che siamo all’opposizione. Abbiamo perso le ultime elezioni per 390 voti al ballottaggio, avendo il centrodestra al governo nazionale e regionale. Siamo disponibili oggi alla mediazione e siamo sempre stati gratificati dagli elettori. Dopo 30 mesi – ha evidenziato Colagiovanni – questa è la prima riunione ufficiale, dopo quella del lontano 2024, per scegliere la strategia politica. Non ci sono più i partiti e le riunioni, ognuno fa come vuole. Ma per noi l’obiettivo resta vincere a Campobasso perché vogliamo governare la città. Ma se dobbiamo candidarci per sedere nuovamente nei banchi dell’opposizione perché non c’è un’idea chiara noi non ci stiamo. Abbiamo scelto il candidato sindaco 44 giorni prima del voto, abbiamo scelto le liste 37 giorni prima e le abbiamo presentate a 33 giorni dall’appuntamento delle urne. Se tutti noi fossimo stati messi nelle condizioni di poter gareggiare per vincere avremmo avuto una maggioranza bulgara, ma abbiamo perso per una manciata di voti. La Forte ha deciso di essere la candidata sindaca a dicembre 2023. Pino Ruta a gennaio 2024. Noi a fine aprile 2024 non sapevamo ancora il candidato. Questo è il vero problema del centrodestra, che non ha le idee chiare perché il vero obiettivo è ‘riempire le caselle’. Una prova di forza che ci è costata la vittoria elettorale», ha chiosato Colagiovanni.
Sulla stessa linea Maroncelli di Noi Moderati: «Sicuramente chiederemo delle garanzie ad un tavolo che abbiamo chiesto per mesi. Come Noi Moderati siamo disponibili anche domani mattina a votare la mozione di sfiducia alla sindaca Forte. Però abbiamo bisogno di certezze. Chi è la figura del candidato sindaco? È vero, a volte abbiamo sostenuto l’amministrazione Forte, ma l’abbiamo fatto per senso di dovere civico e di responsabilità. Non ci siamo mai nascosti proprio perché non c’era un quadro chiaro della situazione. Cosa che auspichiamo possa essere sciolta nella riunione di questa mattina».
Un lavoro per la città di Campobasso, quello portato avanti nei banchi dell’opposizione, sottolineato anche dal capogruppo di Forza Italia Domenico Esposito: «Un percorso che ha come obiettivo prioritario il bene dei cittadini di Campobasso e dell’intero Molise. La città sta avendo tantissimo dal centrodestra e da Forza Italia in primis. Penso ai sei milioni di euro stanziati per lo Stadio Molinari, passando per il Museo dei Misteri fino al trasferimento della Biblioteca Albino», ha sottolineato il consigliere di Forza Italia.
Dunque una visione condivisa, quella della colazione di centrodestra, che però lascia più di un dubbio sulla vera unità partitica a telecamere e microfoni spenti. e.f.

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