Si chiude la vicenda relativa al caso De Marco ed alla delibera di Macrostruttura. Nei mesi scorsi, il Tribunale di Campobasso – Sezione Lavoro aveva già respinto per due volte l’impugnazione della delibera di Macrostruttura promossa dalla Fp Cgil, che aveva denunciato una presunta condotta antisindacale, non riconosciuta dal Tribunale.
A questi precedenti si aggiunge ora un ulteriore sviluppo. L’ex dirigente del Comune di Campobasso, Vincenzo Rosario De Marco, che aveva impugnato davanti al giudice amministrativo la stessa delibera di macrostruttura, ha dichiarato di non avere più interesse a proseguire il ricorso e ha chiesto al Tar, che aveva già respinto l’istanza cautelare, di non essere condannato alle spese.
La sindaca Marialuisa esprime soddisfazione per la definizione della vicenda e rivolge i propri complimenti all’avvocato Michele Sansone, che ha patrocinato i tre giudizi, per l’attività professionale svolta a tutela dell’ente.
Il caso risale allo scorso anno, quando De Marco ha chiesto al giudice amministrativo l’annullamento di due delibere di giunta, la 332 del 20 dicembre 2024 e la numero 11 del 24 gennaio 2025 con le quali l’esecutivo guidato dalla sindaca Marialuisa Forte era intervenuta sulla riorganizzazione della cosiddetta macrostruttura, con la sostituzione dell’ex dirigente. De Marco avrebbe voluto anche che gli atti contestati venissero sospesi in attesa di una decisione definitiva, lamentando possibili disservizi per i servizi sociali.
Il Tar ha dunque respinto la richiesta di sospendere l’efficacia della delibera con cui l’amministrazione Forte ha approvato la riorganizzazione degli uffici comunali. I giudici nel rigettare l’istanza dell’ex dirigente avevano motivato la decisione spiegando che la ricostruzione del ricorso non fosse sostenuta dalla necessaria consistenza, non palesando il danno prospettato da De Marco in relazione ai presunti disservizi provocati dalla delibera.
«I giudici – aveva affermato la sindaca Marialuisa Forte nel marzo 2025 – hanno ritenuto che la richiesta avanzata dal dottor De Marco non si presenta assistita dal necessario fumus boni iuris innanzitutto sotto il profilo dell’eccepito difetto di giurisdizione, rilevando inoltre che verso la stessa conclusione di carenza del fumus boni iuris dell’impugnativa convergono le ulteriori eccezioni di inammissibilità e le controdeduzioni di merito formulate dalla difesa comunale. Infine, hanno ritenuto che il danno prospettato dalla parte ricorrente, connesso a presunti disservizi che potrebbero ipoteticamente investire le attività amministrative, neppure risulta idoneo a integrare il presupposto del periculum in mora indispensabile per la concessione della misura sospensiva invocata. La decisione del Tar – aveva sottolineato la prima cittadina – conferma la solidità e la legittimità delle azioni intraprese dall’amministrazione. Continueremo a lavorare con determinazione e trasparenza per realizzare una struttura amministrativa moderna, efficiente e in linea con i principi di buona gestione della cosa pubblica. Questa sentenza rappresenta un nuovo stimolo per portare avanti le nostre scelte, sempre orientate al rispetto delle regole e al servizio della comunità».



























