Claudio Lotito punta a ricandidarsi in Molise. Sicuramente smentisce che sarà in corsa in Calabria, come da mesi nelle stanze della politica si dava per certo. «Altra cosa assurda che è stata messa in giro». È invece, parole sue, «un polverone ridicolo» quello che si è alzato sulle sue dichiarazioni al pm di Roma: sono stato catapultato in Molise che non sapevo neanche esistesse. In sintesi, ha detto così il patron della Lazio eletto a Palazzo Madama nel collegio del Molise nel 2022.
A Campobasso per partecipare al tavolo dei coordinatori dei partiti di centrodestra (lui coordina Forza Italia), nelle interviste rilasciate a margine della riunione ha dato soddisfazione ai cronisti.
Chiederà di nuovo fiducia ai molisani? «Assolutamente sì». La «cosa assurda» sulla candidatura in Calabria è stata messa in giro «poiché io ho comprato la Reggina Calcio per interessi di carattere sportivo e per interessi di carattere politico, non personali. Abbiamo candidato una persona che era fuori dal territorio alle suppletive, al posto di Cannizzaro, sindaco e deputato uscente con cui ho rapporto strepitoso perché parliamo lo stesso linguaggio, noi siamo gli uomini del fare, e io ho preso la Reggina perché era funzionale tanto è vero che abbiamo vinto le elezioni».
Ma anche presidente della Regione Roberti ha dato la propria disponibilità alla corsa al Parlamento
«Innanzitutto, le candidature le stabilisce il partito – netta la risposta del senatore su questo punto – E poi noi dobbiamo candidare le persone che sono più idonee per raggiungere l’obiettivo. Ad oggi c’è una legge che in qualche maniera ci penalizza, come Forza Italia. Vediamo se resterà così com’è perché non si capisce se la Corte costituzionale interviene o non interviene perché sono stati sollevati alcuni dubbi di interpretazione sulla legittimità della norma. Al di questo, non mi sembra ci sia una data per le elezioni, quindi cerchiamo di risolvere prima i problemi dei cittadini del Molise e poi ci preoccupiamo delle candidature personali». Per i giornalisti potrebbe bastare. Ma lui, fiume in piena, ha continuato: «Io, con tutto il rispetto, non ho bisogno di trovare albergo da qualche parte per essere candidato. Quando Berlusconi fece la scelta di candidarmi qui la fece con uno scopo preciso, quello di risolvere i problemi perché sapeva che sono uomo del fare e che sono in grado di risolvere i problemi. Penso di aver dato ampia dimostrazione perché della delegazione dei parlamentare, sono quello che ha maggiormente rappresentato gli interessi, senza togliere nulla a Costanzo Della Porta con cui ho un grande rapporto e lui stesso dichiara che io faccio tante cose nell’interesse dei cittadini. Ognuno ha le proprie capacità, le proprie possibilità. Io non incido solo perché sono senatore, anzi quello forse è un aspetto residuale, ma perché ho una serie di rapporti dettati dal mio ruolo imprenditoriale, dal mio ruolo sportivo che mi danno la possibilità di conoscere i meccanismi e di risolvere i problemi».
Ma il decreto Molise? «In campagna elettorale è stato detto che sarebbe stato affrontato il problema della sanità del Molise. Sono stati stanziati 90 milioni, ho portato a compimento l’abbattimento del debito nei confronti dell’Inps, situazioni ataviche a cui io ho messo mano. Ma voi continuate con ‘sto decreto Molise che non è stato approvato. Io quello che mi è stato sottoposto ho fatto. Gravina l’ho chiamato e gli ho detto: sindaco, adesso fa il consigliere regionale, tu sei stato il primo a beneficiare della mia azione quando la Tangenziale era bloccata, vi ricordate? E io l’ho fatta finanziare perché avevo ricevuto la lettera di un cittadino di Campobasso che si era lamentato e io sono intervenuto e trovando la soluzione».
Non sapeva neanche il Molise esistesse però. «Iniziamo a chiarire: si tratta di una mia deposizione, sono stato ascoltato come parte offesa dai magistrati e volevano sapere dove ero stato eletto, il Molise, e io ho detto una cosa che ho detto anche qui al Centrum Palace. Che non conoscevo il Molise e mi sono innamorato delle persone del Molise per la loro disponibilità all’accoglienza, la loro dignità, il loro rispetto, la loro educazione tanto è vero che il paradosso è che forse sono uno dei pochi che ha lavorato e lavora esclusivamente nell’interesse del Molise con tantissimi provvedimenti, li posso elencare. Dicono: Lotito si vede poco (in Molise, ndr). Non c’è bisogno che io sia presente perché lo sono di fatto con i miei comportamenti, la mia azione politica e soprattutto con la soluzione dei problemi». ppm

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