Ci sono notizie che ti scaldano il cuore come quella giunta nelle scorse ore. Il bambino di otto anni rimasto schiacciato da un armadietto in un centro sportivo di Campobasso lo scorso 12 agosto è tornato a casa. Ad annunciarlo è stata la mamma sui social. «Oggi solo lacrime di vita. La paura ci ha messo alla prova, la tua forza e il tuo coraggio ci ha salvati. Si torna a casa vita. Sei l’eroe del mondo intero».
Dopo il drammatico incidente, il piccolo era stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli di Campobasso e, successivamente, trasferito all’ospedale Santobono di Napoli. Nelle prime ore era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa per ridurre l’ematoma provocato dal trauma. La prognosi era rimasta a lungo riservata.
A fine agosto era arrivato un primo importante segnale di speranza: il bambino era stato estubato e aveva iniziato il percorso di riabilitazione. Ora, dopo quasi due mesi e una lunga battaglia per tornare alla normalità, ha finalmente lasciato il nosocomio napoletano per rientrare nel suo porto sicuro: le mura di casa.
Una gioia immensa per la famiglia e per l’intera comunità di Campobasso, che in queste settimane ha seguito con apprensione le sue condizioni e si è stretta attorno ai suoi cari, pregando e sperando in una ripresa. Per il rientro del bambino, La Molisana ha addirittura realizzato una confezione di Pasta omaggio con la scritta: super Riccardo.
La bella notizia si è diffusa rapidamente nel capoluogo molisano, dove la famiglia è molto conosciuta e amata. Dopo le parole della mamma, anche il papà del bambino ha affidato a un post su Facebook il suo messaggio, condividendo con tutti la felicità per il ritorno a casa del figlio e ringraziando pubblicamente chi si è preso cura di lui in queste difficili settimane e anche l’intera città di Campobasso.
«Siamo tornati a casa, la paura si è trasformata in gioia, e finalmente possiamo prenderci un attimo per ringraziare le persone che, in un momento che per noi è stato buio e di profondo dolore, ci hanno accompagnato e sostenuto. Ringraziamo tutto il Pronto Soccorso di Campobasso, a cominciare dal dottor Alessandro Salzmann. Poi, con il cuore, ringraziamo il dottor Vincenzo Cuzzone, che con la sua presenza a distanza, dolce, costante e sempre professionale, ci ha letteralmente permesso di respirare nei giorni e nelle notti in cui il mondo pareva crollarci addosso. Ringraziamo Franco, il nostro amico neurochirurgo. Ringraziamo l’ospedale Santobono di Napoli, l’equipe a cui quella sera di due mesi fa abbiamo affidato ciò che di più prezioso avevamo; poi i reparti di rianimazione, di neurochirurgia e di riabilitazione (medici e personale), che un minuto dopo l’altro, “piano piano”, un passo alla volta, ci hanno aiutato a sperare.
Ringraziamo le nostre famiglie, che ci hanno sorretto con forza e amore. Gli amici, chi non ci ha mai lasciati soli, e la città di Campobasso che si è stretta intorno a noi: ci sono arrivate le preghiere, l’affetto, ogni pensiero buono. Grazie, non lo dimenticheremo mai.
Infine, mandiamo un abbraccio ai bambini e alle bambine che abbiamo conosciuto, a quelli che sono rimasti lì – e a cui auguriamo di tornare presto a casa, – alle loro mamme, ai loro papà, fratelli e sorelle, zii, zie, nonne, nonni. In un ospedale pediatrico ogni storia è anche la tua storia».
«Riccardo sta bene, – annuncia il papà – è tornato dalle sue sorelline, e la nostra felicità per questo non ha misura. Quando era più piccolo, ci diceva, giocando, di essere un tirannosauro, il più forte di tutti: non immaginavamo che lo fosse davvero».
Le braccia del piccolo, alzate in segno di vittoria, sono l’immagine più bella di una battaglia finalmente vinta, combattuta, con il pensiero, da un’intera comunità. NG



























