Taglio delle accise, gasolio agevolato e dedicato, una soluzione per il caro vita. Le richieste di autotrasportatori e agricoltori hanno sfilato metaforicamente ieri per le strade di Campobasso.
Titolari di piccole ditte, padroncini, e coltivatori che hanno deciso di fermarsi e fermare, per una mattina, il traffico del capoluogo. Sono arrivati dalla zona industriale di Pietracatella, sulla Fondovalle Tappino, dove da giorni sono in presidio. «Se muore l’agricoltura l’Italia digiuna», la frase su un trattore. «Se muore l’agricoltura muore l’Italia», quella che campeggia su un lenzuolo bianco, slogan degli studenti dell’Agrario di Campobasso che hanno accolto i manifestanti in città con un presidio statico in più punti lungo corso Bucci e via Mazzini. Solidali, i ragazzi delle superiori, con chi ha deciso di incrociare le braccia perché lavorare rimettendoci soldi porta al fallimento. «Siamo morti che camminano», campeggia infatti sulla motrice di un Tir.
E poi, ancora (o la nuova), questione meridionale: anche il Sud è Italia, ricordate. I media mainstream parlano ininterrottamente delle violenze che hanno caratterizzato la manifestazione studentesca a Milano sabato. Spunta appena qualche sparuto servizio sui blocchi che dalla Puglia, dalla Calabria e dalla Sicilia si sono estesi alla Campania. Non si passa a Foggia, non si passa a Caserta.
In Molise il “fermo” è volontario e ha però nel frattempo guadagnato spazio: sit-in alla rotonda di Riccia, a quella di Campochiaro sulla statale 17 dove ieri in tanti, diretti a Campobasso, hanno scelto di spegnere i motori e dare manforte alla proteste. Consegne in ritardo nel capoluogo. Da fuori non entrano le merci (per via dei blocchi che fuori regione sono stringenti). A Isernia il “focolaio” di Roccaravindola.
Nel complesso, tanti disagi alla circolazione, ritardi al lavoro, aumentano i distributori in cui manca il carburante (che costa troppo e ora neanche si trova), scaffali vuoti nei supermercati. Ma i cittadini sono dalla parte di chi ha deciso di incrociare le braccia. Perché la situazione ha superato il limite.
Applausi, infatti, al passaggio di Tir e trattori in centro a Campobasso, pacche sulle spalle, incitamenti ad andare avanti nella protesta. E tanti video e foto, of course.
«Andiamo avanti a oltranza, finché non ci danno risposte», hanno assicurato dal comitato promotore.
Stamattina in Prefettura a Milano il ministro dei Trasporti Salvini incontra le sigle nazionali, nel pomeriggio quelle locali. Ridurre il costo del gasolio o aumentare le tariffe per il trasporto, la richiesta ribadita più volte anche ieri mattina a Campobasso. Lo stesso vale per gli agricoltori, i prezzi alla produzione sono diventati – causa inflazione e caro carburante – irrisori. Così, hanno ripetuto, non si può andare avanti.
ritai

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