Si è conclusa ieri davanti al Tribunale di Campobasso l’udienza predibattimentale del processo penale per falsa testimonianza a carico di tre persone, due donne e un uomo, terminata con il decreto che dispone il rinvio a giudizio nei confronti degli imputati.
Nel corso dell’udienza, il 75enne molisano ingiustamente accusato, assistito dall’avvocato Alessandro Cavone del Foro di Campobasso, si è ufficialmente costituito parte civile per chiedere il risarcimento di tutti i danni patiti a causa di quello che si è rivelato un vero e proprio calvario giudiziario.
La vicenda affonda le radici nel 2018, quando l’anziano era stato coinvolto suo malgrado in un procedimento penale con le pesanti accuse di lesioni personali e rissa. Nonostante la sua totale estraneità ai fatti, l’uomo era stato costretto a subire un lungo e doloroso iter processuale in primo grado, alimentato dalle dichiarazioni dei denuncianti, rivelatesi poi radicalmente false.
La svolta in Corte d’Appello nel 2023. La fine dell’incubo è arrivata con la sentenza della Corte d’Appello di Campobasso, che ha ribaltato lo scenario assolvendo l’anziano con la formula più ampia.
I giudici di secondo grado, rilevando contraddizioni e l’intento calunnioso nelle testimonianze dell’accusa, hanno contestualmente disposto l’invio degli atti alla Procura della Repubblica affinché si procedesse penalmente contro i testimoni.
A seguito dell’inchiesta della Procura, la vicenda è approdata ieri all’udienza filtro predibattimentale. Il giudice, vagliati gli elementi, ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati per il dibattimento.
In questo contesto, l’anziano ha formalizzato la costituzione di parte civile per il tramite del suo legale di fiducia, l’avvocato Alessandro Cavone.
«Il mio assistito ha vissuto anni di profonda sofferenza, vedendo compromessa la propria serenità e la propria onorabilità in un’età in cui si avrebbe diritto solo alla tranquillità – ha sottolineato l’avvocato Alessandro Cavone a margine dell’udienza -. L’assoluzione della Corte d’Appello ha restituito la dignità a un uomo innocente, e la decisione odierna del Tribunale ribadisce un principio fondamentale: la giustizia non può essere strumentalizzata per colpire un innocente. Con la costituzione di parte civile, facendo pieno affidamento nella Magistratura, sosterremo le ragioni dell’accusa nel prossimo dibattimento e chiederemo il risarcimento del gravissimo danno fisico, morale e psicologico causato a una persona indifesa», ha chiosato l’avvocato.

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