Quest’anno la nostra comunità celebra un traguardo speciale: la sessantesima edizione della Pezzata, una delle sagre più antiche d’Italia, simbolo autentico della cultura gastronomica e pastorale di Capracotta». Così il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, annunciando l’edizione 2026 della celebre pezzata, una sagra che però è un vero e proprio evento identitario che celebra le montagne dell’Appennino e le aree interne. La tradizione della pezzata, intesa come evento gastronomico aperto al pubblico, nasce nel 1961, con alcune interruzioni, come negli anni del Covid, per arrivare quindi ad oggi: sessant’anni di storia che raccontano molto più di un semplice appuntamento estivo a beneficio dei turisti. «Raccontano l’anima di un paese, – spiega infatti Candido Paglione – il legame profondo con la montagna, con la pastorizia e con quella straordinaria civiltà della transumanza che per secoli ha plasmato il nostro territorio e la nostra identità». Non è un caso che la Pezzata abbia ricevuto il prestigioso riconoscimento di essere inserita nella guida “Sagre d’Italia” di Slow Food, un’onorificenza che premia le manifestazioni capaci di custodire e tramandare le tradizioni popolari e gastronomiche italiane più autentiche. «È motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità e il riconoscimento del valore culturale di una festa che continua a emozionare generazioni di capracottesi e visitatori. – va avanti il primo cittadino – La Pezzata nasce dalla semplicità della vita pastorale. È il piatto della transumanza, frutto della sapienza di chi, con pochi ingredienti e tanta esperienza, ha saputo trasformare la carne di pecora in una pietanza dal sapore unico, genuino e inconfondibile. Un piatto che racconta sacrificio, lavoro, condivisione e rispetto per una tradizione che continua a vivere attraverso i gesti e i sapori di sempre». Il countdown è già partito: domenica 2 agosto, come accade ogni anno nella prima domenica del mese, decine di migliaia di turisti e visitatori si ammasseranno nello splendido scenario di Prato Gentile, luogo simbolo della montagna capracottese e sede del Centro Federale per lo Sci di Fondo e lo Skiroll, per immergersi nei profumi e nei sapori di un tempo. Sarà ancora una volta una giornata di festa, di convivialità e di accoglienza, immersi nella bellezza di uno dei luoghi più suggestivi dell’Appennino. «Sappiamo bene che la pastorizia di montagna sta vivendo una stagione difficile: il patrimonio ovino si è progressivamente ridotto e questo settore sta attraversando una crisi profonda. – spiega il medico veterinario Paglione – Eppure la Pezzata continua a vivere, grazie alla determinazione dell’amministrazione comunale, della Pro Loco e dei tantissimi volontari che ogni anno mettono a disposizione tempo, energie e passione affinché questa tradizione non venga meno». La Pezzata, infatti, secondo Paglione, è molto più di una sagra: è la festa della montagna, è la giornata dell’ospitalità, è il momento in cui Capracotta apre le porte a chiunque voglia condividere il gusto delle radici e il calore dell’accoglienza che solo in quota si può apprezzare. «È la dimostrazione che una comunità può custodire il proprio passato senza rinunciare a guardare al futuro. – insiste il sindaco – Da sessant’anni celebriamo una tradizione che è diventata patrimonio della nostra comunità. Custodirla significa onorare il lavoro dei nostri pastori, la memoria della transumanza e consegnare alle nuove generazioni un’identità di cui andare fieri. Vi aspettiamo il 2 agosto a Prato Gentile, per scrivere insieme una nuova pagina di una storia che dura da oltre sessant’anni e che vogliamo continuare a tramandare alle generazioni future».

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