Da ieri mattina il “Vietri” non è più soltanto l’ospedale della post-acuzie del Basso Molise. Con il taglio del nastro della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità, avvenuto ieri, martedì 21 luglio, il presidio larinese diventa ufficialmente il primo grande tassello della nuova sanità territoriale molisana, il modello sul quale la Regione punta per alleggerire gli ospedali per acuti, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e portare servizi e assistenza sempre più vicini ai cittadini. Un’inaugurazione che ha assunto un significato ben più ampio del semplice completamento di un’opera finanziata con il PNRR: è stata l’occasione per rivendicare il lavoro svolto negli ultimi anni sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale e, allo stesso tempo, per lanciare una sfida al futuro, perché le strutture, da sole, non bastano senza personale, organizzazione e capacità di rispondere concretamente ai bisogni del territorio. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Regione Molise e commissario ad acta per la sanità Francesco Roberti, il direttore generale dell’ASReM Carmen Montanaro, il direttore sanitario Carmine Lauriello, Grazia Matarante, il direttore del Distretto sanitario Termoli-Larino Giovanni Giorgetta, il vescovo della diocesi di Termoli-Larino monsignor Claudio Palumbo, il sindaco di Larino Pino Puchetti, amministratori locali, autorità civili, religiose e militari e numerosi operatori sanitari. Dopo il taglio del nastro gli ospiti hanno visitato i nuovi reparti e gli spazi della Casa della Comunità e dell’Ospedale di Comunità, osservando da vicino un presidio profondamente trasformato rispetto a quello di pochi anni fa. Presenti anche i consiglieri regionali Michele Iorio, Roberto Di Pardo, Stefania Passarelli e l’assessore Armandino D’Egidio. Ad aprire gli interventi è stato Giovanni Giorgetta, direttore del Distretto sanitario Termoli-Larino, uno dei principali artefici del percorso di rilancio del “Vietri”. Il suo è stato un intervento ricco di contenuti tecnici ma anche di emozione. «Ci abbiamo creduto dall’inizio – ha ricordato – quando l’ospedale venne riconvertito e sembrava soltanto un sogno. A distanza di dieci anni quella struttura è stata riempita di contenuti». Giorgetta ha sottolineato come il presidio larinese non si limiti a rispettare il Decreto ministeriale 77, ma lo superi, offrendo tutti i servizi obbligatori, quelli facoltativi e persino attività aggiuntive. Oggi il “Vietri” dispone della farmacia territoriale con distribuzione diretta dei farmaci, della camera iperbarica, di una diagnostica avanzata, di cinque ecografi, di specialisti ambulatoriali e della presenza stabile dei medici di medicina generale. «Nessuno ci credeva – ha aggiunto – ma oggi Larino rappresenta una delle realtà più importanti d’Italia nel campo della sanità territoriale». Un’affermazione che trova conferma anche nella certificazione Agenas ottenuta dalla struttura, tra le prime nel Paese ad aver attuato integralmente il modello previsto dal DM 77. A seguire è intervenuta Grazia Matarante, che ha definito quella di ieri «la realizzazione di un sogno», ricordando però come il traguardo raggiunto rappresenti soprattutto un nuovo punto di partenza. Ha spiegato che molte regioni italiane hanno realizzato le strutture previste dal Pnrr senza riuscire ancora a renderle realmente operative, mentre in Molise il lavoro è stato portato avanti contemporaneamente sul piano edilizio, organizzativo e tecnologico. La struttura di Larino, ha sottolineato, nasce già funzionante, dotata delle attrezzature necessarie e pronta a diventare il punto di riferimento della medicina di prossimità del territorio, con un ruolo centrale anche nell’integrazione sociosanitaria. Il nuovo direttore sanitario dell’ASReM, Carmine Lauriello, ha esordito proprio nella giornata inaugurale. Dopo aver visitato il presidio ha parlato di una struttura che rappresenta «la sintesi della sanità moderna», evidenziando come il vero lavoro inizi adesso. Il compito dell’azienda sanitaria, ha spiegato, sarà quello di mantenere elevati gli standard raggiunti, migliorare continuamente i servizi e garantire ai cittadini una risposta sempre più efficace. «Da oggi comincia il futuro», ha affermato, assicurando il massimo impegno affinché il “Vietri” continui a crescere. Di particolare rilievo anche l’intervento di Giovanni Di Santo, che ha definito quella di ieri «una giornata importante per l’ASReM e per tutta la sanità pubblica molisana». Il direttore ha spiegato come la Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità rappresentino gli strumenti attraverso i quali sarà possibile curare direttamente il cittadino sul territorio, evitando il ricorso improprio ai pronto soccorso e offrendo percorsi assistenziali più appropriati. Ha ricordato che il “Vietri” rispetta integralmente quanto previsto dal DM 77 e possiede già la certificazione Agenas che ne attesta la piena conformità agli standard nazionali. «Il futuro – ha osservato – è portare la medicina territoriale sempre più vicino alle esigenze della cittadinanza, lasciando agli ospedali per acuti il trattamento delle patologie più gravi». L’intervento più atteso è stato quello del presidente della Regione Francesco Roberti, che ha trasformato l’inaugurazione in un bilancio dell’attività svolta negli ultimi anni sulla sanità molisana. Ha ricordato le difficoltà incontrate all’inizio del percorso, quando il Molise rischiava di perdere le opportunità offerte dal PNRR perché molte opere non erano ancora state progettate. «In un anno e mezzo – ha ricordato – siamo riusciti ad avviare tutti i cantieri e a raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza». Larino rappresenta la prima inaugurazione di questo nuovo modello, seguita nei prossimi giorni da Venafro, con il completamento entro il 31 luglio dell’intero programma regionale. Roberti ha ribadito che il rafforzamento della medicina territoriale rappresenta la chiave per migliorare l’efficienza dell’intero sistema sanitario. La Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità consentiranno infatti di prendere in carico il paziente, accompagnarlo lungo il percorso diagnostico e terapeutico e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso, soprattutto per i codici bianchi e verdi. Un’organizzazione che, secondo il presidente, permetterà di alleggerire il carico di lavoro del “San Timoteo” di Termoli e degli altri ospedali per acuti, riservando questi ultimi ai casi realmente più complessi. Il presidente ha poi rivendicato i risultati raggiunti sul piano organizzativo e gestionale. Ha ricordato le centinaia di procedure di reclutamento concluse, il potenziamento degli organici, gli investimenti nelle nuove tecnologie, il robot chirurgico, le nuove apparecchiature diagnostiche e il miglioramento degli indicatori ministeriali. Il raggiungimento dei Livelli essenziali di assistenza e degli obiettivi fissati da Agenas, ha spiegato, permette oggi al Molise di accedere alle premialità ministeriali e di invertire una tendenza storicamente negativa. Emblematica, secondo Roberti, è la crescita della mobilità attiva, segnale che sempre più cittadini scelgono di curarsi negli ospedali molisani anziché rivolgersi ad altre regioni. «Abbiamo reso i nostri ospedali più attrattivi – ha affermato – tanto che giovani medici hanno scelto di lasciare strutture private per lavorare nella sanità pubblica molisana». Un passaggio durante il quale ha richiamato anche la vicenda dell’Emodinamica di Termoli, osservando come le richieste provenienti anche dal territorio abruzzese dimostrino la qualità delle professionalità presenti nel presidio bassomolisano. Il sindaco di Larino Pino Puchetti ha parlato invece dell’orgoglio della città per una struttura che negli anni è riuscita a reinventarsi dopo la riconversione in ospedale per post acuti e che oggi, grazie agli investimenti del PNRR, rafforza ulteriormente il proprio ruolo fino a diventare un punto di riferimento della sanità territoriale regionale. «Il Vietri – ha sottolineato – è ormai un fiore all’occhiello della sanità molisana». A chiudere la mattinata è stato il vescovo Claudio Palumbo, che ha invitato tutti a non dimenticare mai il valore umano della sanità. Ha ricordato che il vero centro del sistema non sono le strutture o le tecnologie, ma la persona malata, auspicando che il “Vietri” diventi non solo un’eccellenza organizzativa ma anche un luogo capace di accogliere, ascoltare e prendersi cura delle persone più fragili. Prima dei saluti finali Roberti ha infine rivolto un ringraziamento particolare a Mariano Flocco, riconoscendone l’impegno nella comunicazione della sanità molisana e soprattutto la vicinanza dimostrata negli anni ai malati e alle loro famiglie. Un epilogo che ha chiuso una giornata dal forte valore simbolico, destinata ad aprire una nuova fase per il “Vietri” e, nelle intenzioni della Regione, per l’intera sanità territoriale del Molise.

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