Dal Consiglio provinciale aperto a Palazzo Magno alla cerimonia al Teatro Savoia. La Provincia ha celebrato i 220 anni dalla sua istituzione. Una giornata dedicata alla storia, alle istituzioni, alle comunità e al futuro del territorio, con un articolato programma che ha unito il momento politico istituzionale del Consiglio provinciale aperto a Palazzo Magno alla solenne cerimonia ospitata, in serata, al Teatro Savoia.
Due momenti distinti ma strettamente collegati, pensati per ripercorrere oltre due secoli di storia dell’Ente e, allo stesso tempo, riaffermare il ruolo della Provincia come punto di riferimento per i Comuni e per le comunità del territorio.
Le celebrazioni sono entrate nel vivo nella Sala consiliare “Antonio Carlone” di Palazzo Magno, con il Consiglio provinciale aperto, presieduto dal Presidente della Provincia Giuseppe Puchetti.
«Una storia che appartiene alle nostre comunità e che dobbiamo continuare a costruire insieme», ha esordito nel corso del suo intervento a Palazzo Magno il presidente Puchetti, che ha poi evidenziato come negli ultimi anni, dalla riforma Delrio, nonostante le Province siano state depotenziate continuino a rappresentare un collante fondamentale per i territori.
Dopo l’avvio dell’assise da parte del segretario generale Vito Tenore, sono intervenuti il consigliere provinciale Antonio Tomassone, il capogruppo di “Insieme in Provincia” Angelo Del Gesso e il capogruppo di “Cives Provincia Democratica” Antonio Madonna.
Particolarmente significativo il contributo degli ex presidenti della Provincia di Campobasso, chiamati a condividere ricordi, esperienze e riflessioni maturate nel corso dei rispettivi mandati: Antonio Chieffo (1987-2001), Augusto Massa (2002-2006), Rosario De Matteis (2011-2016) e Antonio Battista (2016-2019).
Un confronto che ha consentito di rileggere diverse stagioni della vita amministrativa dell’ente e le trasformazioni che, nel corso degli anni, hanno accompagnato il ruolo della Provincia nel rapporto con i Comuni e con il territorio.
«Abbiamo voluto aprire queste celebrazioni proprio nella sede istituzionale della Provincia, dando voce a chi oggi rappresenta il territorio e a chi, negli anni, ha avuto la responsabilità di guidare questo ente. Una storia fatta di amministratori, dipendenti, sindaci, consiglieri e cittadini che hanno contribuito a costruire giorno dopo giorno il ruolo della Provincia di Campobasso», ha chiosato il presiedete Puchetti.
La seconda parte delle celebrazioni si è svolta al Teatro Savoia, alla presenza delle principali autorità civili, istituzionali e militari del territorio.
Presenti, tra gli altri, il prefetto di Campobasso Michela Lattarulo, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, il vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia Angelo Caruso (presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro), il presidente della Provincia di Isernia Daniele Saia, i vertici delle forze dell’ordine e della magistratura, rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e della società civile. In teatro anche i dipendenti della Provincia di Campobasso, ai quali è stato rivolto un particolare ringraziamento per il lavoro svolto quotidianamente al servizio dell’ente e della collettività. A condurre la cerimonia sono stati i giornalisti Maria Grazia Fascitelli ed Enzo Luongo. L’apertura è stata affidata all’inno nazionale, eseguito dall’orchestra di fiati composta da docenti e allievi del Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, diretta dal maestro Giuseppe Lentini, che ha accompagnato con diversi momenti musicali l’intera manifestazione.
Dopo l’esecuzione della sinfonia dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi, hanno avuto inizio i saluti istituzionali. Sono intervenuti la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, il presidente della Provincia di Isernia Daniele Saia e il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, il quale ha ricordato anche la propria esperienza alla guida della Provincia di Campobasso, ricoperta dal 3 settembre 2019 al 7 agosto 2023 prima della sua elezione alla presidenza della Regione.
«Celebrare i 220 anni della Provincia di Campobasso – ha affermato il presidente Francesco Roberti – significa ripercorrere una parte importante della storia del nostro territorio. Per me questa ricorrenza assume anche un valore personale, perché ho avuto l’onore di guidare questo ente per quattro anni intensi, che ricordo con profonda gratitudine».
Nel corso del suo intervento, Roberti ha rivolto un particolare ringraziamento ai dipendenti della Provincia, ricordando il lavoro svolto insieme anche durante il difficile periodo della pandemia e, successivamente, nella fase di ripartenza e di programmazione. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai sindaci, protagonisti, secondo il presidente, del rapporto tra la Provincia e il territorio.
«La collaborazione con i Comuni e con i loro amministratori – ha sottolineato – è stata alla base del lavoro portato avanti durante la mia esperienza alla guida della Provincia. I sindaci rappresentano ogni giorno le esigenze delle comunità e attraverso il dialogo tra gli enti è possibile costruire risposte concrete per i cittadini».
Roberti ha quindi evidenziato come quella stessa impostazione caratterizzi oggi il rapporto tra Regione Molise e Provincia di Campobasso, soprattutto sul fronte degli investimenti destinati alla viabilità e all’edilizia scolastica provinciale.
Tra gli esempi richiamati, il presidente ha citato l’intervento sul Viadotto Anacoreta, conosciuto come Ponte dello Sceriffo, per il quale nel mese di luglio è stato sottoscritto l’accordo finalizzato all’adeguamento sismico e alla messa in sicurezza. «È un esempio concreto – ha spiegato Roberti – di ciò che accade quando le istituzioni collaborano e ciascuna assume la propria parte di responsabilità. La Regione continuerà ad affiancare la Provincia di Campobasso anche in altri interventi, con particolare attenzione alle aree interne».
Nel suo intervento il presidente della Regione ha richiamato anche il rapporto istituzionale con la Provincia di Isernia, ribadendo la necessità di una collaborazione costante tra Regione, Province e Comuni per garantire servizi e opportunità all’intero territorio molisano. Roberti ha quindi affrontato il tema del futuro delle Province italiane, ricordando le difficoltà affrontate dagli enti di area vasta dopo la riforma Delrio del 2014.
«Chi ha lavorato nelle Province in questi anni ha compiuto un vero e proprio miracolo istituzionale, riuscendo a continuare a garantire funzioni fondamentali nonostante una lunga fase di incertezza normativa, finanziaria e organizzativa. Nel 2019 ho trovato tanti validi professionisti al servizio della Provincia di Campobasso che, nonostante gravati dall’incognita sul proprio futuro, hanno garantito la propria opera professionale al servizio dell’Ente e del territorio».
Per il presidente della Regione Molise è arrivato il momento di una riforma strutturale delle Province, che non riguardi esclusivamente le modalità di elezione dei presidenti e dei consigli provinciali, ma che intervenga con chiarezza su funzioni, competenze, responsabilità e, soprattutto, risorse.
«È una riflessione che ho sostenuto anche durante la mia esperienza nell’Unione delle Province d’Italia e che oggi porto avanti anche in sede di Conferenza delle Regioni, insieme ad altri presidenti, tra cui il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale. Le Province devono poter tornare a svolgere pienamente il proprio ruolo di raccordo tra Comuni e territori».
Roberti ha richiamato anche la necessità di un aggiornamento del Testo Unico degli Enti Locali, sottolineando come l’attuale quadro normativo debba essere adeguato alle esigenze contemporanee e debba prevedere una più equilibrata distribuzione delle responsabilità amministrative, oggi spesso concentrate in maniera significativa sui sindaci. Un passaggio è stato dedicato, infine, alla configurazione istituzionale del Molise.
«Il Molise – ha ribadito il presidente – è composto dalle Province di Campobasso e Isernia e tali devono rimanere. Entrambe rappresentano storia, identità e relazioni indispensabili per il futuro della nostra Regione».
«Oggi rendiamo omaggio ai 220 anni della Provincia di Campobasso – ha concluso il presidente della Regione – ma guardiamo soprattutto al lavoro che ci attende. Agli amministratori e a tutti i dipendenti rivolgo l’augurio di continuare a operare con la dedizione che ho conosciuto personalmente. Da parte della Regione Molise confermo la volontà di proseguire un percorso di piena collaborazione, al servizio delle nostre comunità. Buon anniversario alla Provincia di Campobasso».
Uno dei momenti centrali della serata è stato rappresentato dalla proiezione del trailer del docufilm “Terre d’Incontro”, realizzato dalla Palosanto Films, dedicato alle peculiarità, alle tradizioni, ai luoghi e all’identità dei Comuni della provincia di Campobasso. Un racconto per immagini concepito per valorizzare il patrimonio materiale e immateriale di un territorio fatto di piccoli e grandi centri, storie, paesaggi, tradizioni e comunità. Il docufilm sarà prossimamente fruibile sulle piattaforme che saranno comunicate dalla Provincia di Campobasso.
Al centro della serata anche la Lectio Magistralis del professor Gino Massullo, storico e studioso che da decenni dedica una parte significativa della propria attività di ricerca alla storia del Molise.
La relazione, dedicata al tema “La Provincia di Campobasso”, ha offerto un approfondimento storico sulle origini, sull’evoluzione amministrativa e sociale e sulle trasformazioni che hanno interessato il territorio nel corso degli ultimi due secoli. Un viaggio nelle radici della Provincia che ha permesso di leggere l’anniversario non soltanto come celebrazione istituzionale, ma anche come occasione di conoscenza e consapevolezza storica.
Ampio spazio è stato riservato alla musica, grazie alla partecipazione delle eccellenze del Conservatorio “Perosi” di Campobasso. L’Orchestra di Sax si è esibita con “Game for Saxophone Ensemble” di Piero Niro e, successivamente, con “Aract” di Graham Fitkin.
L’Orchestra di Fiati diretta dal Maestro Giuseppe Lentini ha proposto, tra gli altri brani, una selezione dei grandi classici di Giacomo Puccini, la Sinfonia dal Tancredi di Gioachino Rossini, “Moment for Morricone” e, in chiusura, un “Omaggio a Benny Goodman”.
A chiudere gli interventi istituzionali è stato il vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila e sindaco di Castel di Sangro, che ha portato alla Provincia di Campobasso il saluto dell’UPI e del sistema delle Province italiane.
Il Presidente Puchetti ha quindi consegnato a Caruso una targa celebrativa del 220° anniversario, a testimonianza del legame istituzionale con l’Unione delle Province d’Italia.
Un ulteriore momento particolarmente significativo ha visto protagonisti i vertici amministrativi dell’ente: i dirigenti Antonio Caruso, Pasquale Stoppiello e Carlo Lalli, insieme al segretario generale Vito Tenore e al direttore generale Mena Iapalucci, hanno consegnato al Presidente Puchetti una targa a ricordo della giornata.
La musica del Conservatorio “Perosi” ha accompagnato gli ultimi momenti della manifestazione, chiudendo una giornata che ha saputo unire memoria, storia, cultura, istituzioni e senso di appartenenza.
«Questa – ha concluso il presidente della Provincia di Campobasso Giuseppe Puchetti – non è stata soltanto la festa della Provincia come istituzione. È stata la festa di un territorio, dei suoi Comuni e delle sue comunità. Il nostro ringraziamento va a quanti hanno condiviso con noi questa giornata e a tutti coloro che, in 220 anni di storia, hanno contribuito a rendere la Provincia di Campobasso una parte importante dell’identità del Molise».
Dalla lunga giornata del 27 settembre 2026, che ha visto anche Palazzo Magno illuminarsi di rosso, al via un anno di eventi celebrativi fino al 27 settembre 2027.
























