Quattro mesi dopo il crollo, per il ponte sul Trigno arriva l’ora delle scelte. Alle 18, nel Municipio di Montenero di Bisaccia, Anas presenterà alla Regione Molise e agli enti coinvolti il nuovo progetto studiato per affrontare l’emergenza sulla Statale 16 Adriatica e ripristinare il collegamento diretto tra Molise e Abruzzo, interrotto dallo scorso 2 aprile. È un appuntamento atteso da settimane e destinato a rappresentare uno snodo fondamentale per una vicenda che, oltre alla tragedia umana ancora senza risposta, sta producendo pesanti conseguenze sulla mobilità e sul tessuto economico dell’intera fascia costiera. Cittadini, pendolari, autotrasportatori e aziende convivono infatti da oltre quattro mesi con deviazioni e percorsi alternativi, mentre proprio nel cuore della stagione estiva l’assenza del collegamento sulla Statale 16 ha reso ancora più evidente la strategicità dell’attraversamento del Trigno. Anas metterà dunque sul tavolo le soluzioni tecniche individuate. L’obiettivo è definire concretamente come procedere per restituire continuità alla principale arteria adriatica tra le due regioni, dopo le verifiche, i sopralluoghi e i confronti istituzionali che hanno caratterizzato le settimane successive al cedimento. Ma sul Trigno resta aperta anche la pagina più dolorosa. Dal 2 aprile non si hanno più notizie di Domenico Racanati, il marittimo 53enne di Bisceglie che quella mattina era diretto a Ortona per alcune pratiche legate alla propria attività lavorativa. Le ricerche condotte fino a oggi non hanno consentito di ritrovare né l’uomo né la sua automobile. Proprio per cercare di arrivare finalmente a una risposta saranno effettuati nuovi interventi nell’area del crollo. È previsto il dragaggio del fiume, operazione necessaria per rimuovere e controllare i materiali accumulati nel letto del Trigno e verificare zone che finora non è stato possibile ispezionare completamente. Prima di procedere sarà però necessario mettere in sicurezza l’area per la presenza di residuati bellici rinvenuti nel corso delle attività svolte nelle scorse settimane. La questione era stata al centro anche del vertice convocato il 15 luglio a Larino dalla procuratrice capo Elvira Antonelli, nell’ambito delle attività successive al crollo del viadotto. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per l’ipotesi di crollo colposo, mentre parallelamente prosegue il lavoro necessario a consentire le operazioni nel fiume e a ricostruire quanto accaduto quella mattina. Per finanziare gli interventi propedeutici alle nuove ricerche, la Regione Molise, su proposta dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Michele Marone, ha stanziato 35mila euro attraverso un’apposita variazione di bilancio. Risorse destinate alle operazioni di dragaggio e alla bonifica necessaria per lavorare in sicurezza nell’area interessata. La rimozione dei detriti potrebbe diventare un passaggio determinante soprattutto sul fronte delle ricerche. L’obiettivo è verificare fino in fondo se tra i materiali presenti nel fiume possa trovarsi l’automobile di Racanati e, con essa, arrivare a chiarire il destino del marittimo pugliese. Una risposta attesa da oltre quattro mesi dalla sua famiglia. Sul Trigno, quindi, corrono contemporaneamente due partite. La prima riguarda il futuro della Statale 16 e la necessità di ricucire al più presto il collegamento tra Molise e Abruzzo, indispensabile non soltanto per la mobilità ordinaria ma anche per le attività produttive, commerciali e turistiche delle due regioni. La seconda è quella delle ricerche del 53enne, che non possono essere considerate una vicenda secondaria rispetto ai lavori infrastrutturali. Il confronto di Montenero di Bisaccia dovrà cominciare a trasformare mesi di emergenza in un percorso operativo. Da Anas sono attese indicazioni sul progetto, sulle modalità di intervento e sui passaggi necessari per arrivare al ripristino della circolazione. A più di quattro mesi da quel 2 aprile, il Trigno resta così il punto nel quale si incrociano un’emergenza infrastrutturale che ha diviso due regioni e una scomparsa ancora avvolta nel mistero. Il vertice delle 18 potrà indicare la strada per risolvere la prima. Nel letto del fiume, invece, si continua a cercare la risposta alla domanda più dolorosa: che cosa è accaduto a Domenico Racanati.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*