Non si placa il confronto attorno al progetto per la realizzazione di un impianto di biometano in Località Codacchio, a Bojano. Il Movimento civico “Area Matese”, attraverso il portavoce, l’avvocato Alfonso Mainelli, ha inoltrato una formale istanza al Prefetto di Campobasso per la convocazione di un Tavolo istituzionale di mediazione e confronto. La richiesta è stata trasmessa per conoscenza anche al sindaco di Bojano.
Al centro della trattativa, un complesso cortocircuito amministrativo e ambientale. Sebbene la vicenda sia oggetto di ricorsi dinanzi al Tara Molise e al Consiglio di Stato – con il giudizio di merito fissato per il 17 dicembre 2026 e l’avvio di lavori preliminari qualificati dai giudici amministrativi come “attività di preparazione reversibili” – il movimento sottolinea che nelle sedi giudiziarie non sia mai stato affrontato il vincolo del Piano di zonizzazione della Regione Molise.
Secondo quanto esposto nell’istanza, la piana di Bojano ricade nella Zona IT1403, un’area per la quale la Regione Molise e il Ministero dell’Ambiente hanno accertato il superamento della soglia di valutazione superiore per il particolato PM2,5.
In virtù di questa classificazione di “area critica” – ricorda Area Matese nella nota – i controlli della qualità dell’aria devono svolgersi obbligatoriamente tramite stazioni fisse a ciclo continuo. Ciononostante, il progetto in questione sarebbe stato istruito omettendo questo vincolo fondamentale.
Il movimento sostiene che, in un contesto di saturazione ambientale e in applicazione del Principio di precauzione di matrice europea, le deroghe dimensionali per la VIA non possano valere. Senza una procedura di Valutazione di impatto ambientale, il territorio rimarrebbe privo di un Piano di monitoraggio, configurando un’autorizzazione concessa “al buio” in una zona sprovvista di centraline di rilevamento fisse.
Area Matese chiede quindi un intervento congiunto del sindaco e della Prefettura: il sindaco come Ufficiale di Governo, adottando provvedimenti contingibili e urgenti d’ufficio a tutela della sanità e della sicurezza pubblica; contestualmente, la richiesta è di un tavolo di mediazione con i vari organi competenti.
A supporto dell’istanza è stato allegato un articolato dossier tecnico-giuridico che richiama i principi della Convenzione di Aarhus, le direttive europee sulla partecipazione del pubblico e le norme regionali sulla trasparenza. L’obiettivo dichiarato è garantire la massima trasparenza ed evitare tensioni sociali sul territorio prima che la giustizia amministrativa giunga a decisione definitiva.























