Nel dibattito sul progetto per la realizzazione di un impianto di biometano in località Codacchio, a pochi giorni dal Consiglio comunale aperto che dovrebbe finalmente dedicargli una seduta intera, arriva una puntualizzazione che segna un confine. L’associazione Falco, da venticinque anni presente sul territorio, ha scelto di precisare la propria posizione dopo le richieste di chiarimento ricevute in questi giorni. Lo fa con una nota del Direttivo, di cui riportiamo il testo integrale:
«In merito alle richieste di chiarimento ricevute sull’attuale dibattito e sulle recenti iniziative locali contro l’impianto di biometano, il Direttivo desidera fare una breve precisazione.
Da 25 anni operiamo sul territorio per informare la cittadinanza in modo indipendente, come avvenuto nel corso del nostro ultimo e partecipato incontro pubblico. In quella sede ci eravamo lasciati con l’intento di programmare insieme i passi successivi; tuttavia, nei giorni seguenti è stata avviata una raccolta firme senza che la nostra associazione venisse informata o coinvolta.
Pur rispettando ogni iniziativa sul territorio, non possiamo aderire a scelte nate senza un coordinamento preventivo e condiviso. Il nostro impegno per la tutela della comunità resta massimo, sempre nel segno della trasparenza ma anche della nostra autonomia decisionale».
Il riferimento è all’assemblea pubblica promossa dall’associazione sul tema, a cui è seguita, nei giorni successivi, la raccolta di firme. Come in molti ricordano e come raccontato anche su queste colonne, quel momento fu molto partecipato, al termine del quale i presenti si erano dati l’obiettivo di costruire insieme i passi successivi. Quel percorso comune, a quanto si legge, non c’è stato. Falco rivendica un metodo, fatto di coordinamento preventivo e condiviso, e uno spazio di indipendenza che dice di non voler cedere.
La nota arriva in una fase in cui la vicenda si è fatta più fitta. Il cantiere è stato avviato il 27 agosto, dopo l’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha sospeso gli effetti della sentenza del Tar Molise che aveva dato ragione al diniego del Suap. La questione era già stata portata in aula, dove si era deciso di rinviare la discussione a una seduta monotematica, come chiedeva esplicitamente anche la minoranza, che a settembre aveva presentato richiesta formale.
Quella seduta è fissata per lunedì 26 ottobre, alle 17, nella Sala consiliare “Roberto Colalillo” di Palazzo Colagrosso, in forma aperta e straordinaria, con un unico punto all’ordine del giorno: la realizzazione dell’impianto in contrada Codacchio.


























