Dopo mesi di discussioni, tra assemblee, note protocollate e carte bollate, la questione del Biometano di località Codacchio approda nel luogo in cui le parole diventano atti: la Sala consiliare. Lunedì 26 ottobre, alle 17, il Consiglio comunale si riunirà in seduta aperta straordinaria e monotematica presso la Sala “Roberto Colalillo” di Palazzo Colagrosso.
Il monotematico non nasce dal nulla. Era stato lo stesso Consiglio, in una recente seduta, a rinviare l’approfondimento a una sessione interamente dedicata al tema, come aveva chiesto in modo esplicito anche la minoranza. Nel frattempo c’era stata un’assemblea pubblica promossa dall’associazione Falco, che aveva portato la discussione fuori dai palazzi. La seduta del 26 arriva dunque come punto d’incontro tra due richieste: quella della cittadinanza e quella dell’opposizione, che già a settembre aveva chiesto un Consiglio aperto.
Per capire con quali carte ci si presenta all’appuntamento, conviene ripercorrere il quadro, così come ricostruito nella relazione illustrata dal capogruppo di maggioranza Gianni Marro nell’ultima seduta.
Il procedimento parte a maggio del 2023, quando la società Finanza Agevolata S.r.l. presenta una Procedura Abilitativa Semplificata al SUAP associato della Provincia di Campobasso. L’impianto, in zona agricola E1 su un lotto di circa 57.130 metri quadrati, è previsto con una capacità massima dichiarata di 500 Sm³/h di biometano da immettere in rete.
Due anni dopo, il SUAP nega la PAS. Il Tar Molise, con sentenza n. 162/2026 del 29 aprile scorso, respinge il ricorso delle società e le richieste risarcitorie. Le società propongono però appello, e il Consiglio di Stato, con ordinanza cautelare n. 2140/2026 pubblicata l’8 giugno, concede una sospensiva.
Come spiegato dalla maggioranza di Palazzo San Francesco – nella relazione esposta dal capogruppo Marro – sottolinea che si tratterebbe di una misura provvisoria, non di un giudizio di merito sulla legittimità dell’impianto. Tant’è che il giudizio di merito sulla vicenda da parte del Consiglio di Stato dovrebbe arrivare a metà dicembre.
Intanto, il 27 agosto scorso sono partiti alcuni lavori, attività di preparazione reversibili, legate in particolare al rischio per la società di perdere i finanziamenti. Mentre il Comune si è costituito in giudizio davanti al Consiglio di Stato con delibera di Giunta, a cui si è aggiunto – ad opponendum – un gruppo di proprietari di immobili adiacenti all’ipotetica sede di realizzazione dell’impianto.
Il giudizio d’appello è quindi ancora pendente, e a Palazzo Colagrosso si discuterà di un’opera sulla quale la parola definitiva non è stata ancora detta. Il 26 ottobre si vedrà se la seduta aperta saprà trasformarsi da cornice del confronto in luogo di maggiori chiarimenti e risposte.



























