La battaglia per mantenere l’Emodinamica al San Timoteo passa anche dalla scelta di dove discutere i ricorsi. Il Comune di Termoli vuole portare davanti al Tar Molise l’impugnazione presentata dal direttore della Cardiologia contro gli atti che prevedono la disattivazione del laboratorio. L’obiettivo è far affrontare agli stessi giudici le contestazioni del primario e quelle dei Comuni del comprensorio, che a luglio hanno ottenuto la sospensione cautelare dei provvedimenti.
La decisione è stata approvata lunedì scorso, 19 ottobre, dalla Giunta guidata dal sindaco Nico Balice. Un nuovo passaggio giudiziario che riguarda il futuro del servizio e, insieme, l’organizzazione dell’emergenza cardiologica nel Basso Molise. Il direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia ha scelto la strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, notificato al Comune il primo settembre. Nel mirino ci sono i decreti commissariali del 29 e 30 aprile e la deliberazione Asrem del 26 maggio: gli atti di programmazione sanitaria che prevedono la disattivazione dell’Emodinamica e la conseguente ridefinizione della rete dell’emergenza. Contro quelle stesse scelte è già aperto il contenzioso promosso da Termoli, in qualità di Comune capofila, insieme agli altri centri del territorio. Il 17 luglio il Tar Molise ha sospeso in via cautelare i provvedimenti impugnati. Una prima tutela ottenuta in attesa della decisione sul merito della controversia. È su questo procedimento che l’amministrazione intende far convergere anche il ricorso del primario. La Giunta ha quindi autorizzato l’atto di opposizione con cui chiedere che la controversia venga trasferita dalla sede del ricorso straordinario a quella della giustizia amministrativa. La parola “opposizione”, in questo caso, indica lo strumento utilizzato per chiedere il cambio di sede della decisione. La motivazione espressa dal Comune è la salvaguardia del San Timoteo attraverso una trattazione coordinata delle impugnazioni. Nella delibera si sottolinea che le contestazioni avanzate dal direttore della Cardiologia coincidono in larga parte con quelle già sollevate dai Comuni: stessi provvedimenti principali, questioni strettamente collegate, medesimo servizio al centro della vertenza. A seguire il nuovo passaggio sarà l’avvocato Vincenzo Iacovino, che rappresenta già Termoli nel giudizio davanti al Tar. Il legale ha dato la propria disponibilità a preparare, notificare e depositare l’opposizione gratuitamente, proprio per il collegamento con l’incarico già svolto. Questa ulteriore attività, dunque, non comporterà nuove spese per il Comune. I tempi sono stretti. Nella proposta approvata dalla Giunta viene indicato il 30 ottobre come termine entro il quale perfezionare le notifiche. Per questo la deliberazione è stata dichiarata immediatamente eseguibile. Il sindaco è autorizzato a conferire la procura al professionista; agli uffici legali comunali spettano gli atti conseguenti. Sul piano dell’assistenza, la delibera non introduce nuove decisioni sul servizio: interviene nella battaglia giudiziaria contro la sua disattivazione. Il punto resta la tenuta della rete cardiologica del Basso Molise, che i Comuni hanno scelto di difendere insieme davanti al Tar. Ora Termoli punta a far discutere in quella stessa sede anche le ragioni presentate dal direttore della Cardiologia, per dare coerenza alle iniziative aperte sul futuro dell’Emodinamica.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*