Sperti e Ficco chiedono una transizione graduale, incentivi e neutralità tecnologica. Al centro l’appuntamento di novembre al Parlamento europeo sulla revisione delle norme per auto e veicoli commerciali leggeri.
Correggere le regole della transizione all’elettrico prima che il prezzo per fabbriche e lavoratori diventi ancora più pesante. È la richiesta della Uilm, che riporta al centro del confronto europeo la difesa dell’occupazione e della capacità produttiva del settore automotive. A intervenire sono il segretario generale Davide Sperti e il segretario nazionale Gianluca Ficco, con un appello rivolto anche a imprese e politica: costruire un’azione comune per ottenere un cambiamento delle scelte europee.
Il passaggio indicato dal sindacato è quello di novembre, quando, secondo quanto riferiscono i due segretari, il Parlamento europeo dovrà esprimere la propria posizione sulla proposta di revisione della regolamentazione delle emissioni di auto e veicoli commerciali leggeri. Una scadenza che la Uilm considera decisiva per incidere sul percorso della transizione.
«Se non modificherà le normative sulla transizione all’elettrico per le auto e i veicoli commerciali, l’Unione europea si assumerà una pesantissima responsabilità verso i lavoratori e l’industria», dichiarano Sperti e Ficco. Il loro messaggio chiede di affrontare insieme obiettivi ambientali, esigenze produttive e conseguenze sociali delle nuove regole.
Il giudizio sull’impostazione seguita finora è netto. «Questa transizione è stata concepita male e attuata peggio: non tutela l’ambiente, ma colpisce industria e occupazione», sostengono i rappresentanti della Uilm. Nella loro analisi, il problema sta nell’aver affidato il raggiungimento degli obiettivi soprattutto ai divieti, lasciando in secondo piano incentivi e gradualità.
La proposta del sindacato parte da un percorso commisurato ai progressi tecnologici e alle esigenze delle produzioni. Due i principi richiamati: neutralità tecnologica e libertà di scelta. Per Sperti e Ficco, le regole devono consentire di valutare soluzioni diverse, accompagnando il cambiamento con strumenti capaci di sostenerne concretamente l’attuazione.
Anche sulle batterie al litio la Uilm invita a evitare un approccio rigido. I due segretari le descrivono come una tecnologia con vantaggi e limiti, destinata a poter essere superata, in futuro, da altre innovazioni. Una considerazione che rafforza la richiesta di lasciare spazio all’evoluzione della ricerca e alle differenti possibilità industriali.
L’appello conclusivo punta dunque a un’iniziativa condivisa. «Serve uno sforzo congiunto di imprese, sindacato e politica per ottenere in Europa una correzione delle regole sulla transizione e salvaguardare il patrimonio industriale e l’occupazione». È su questo terreno che la Uilm chiede di concentrare il confronto nelle settimane che precedono il passaggio parlamentare di novembre.



























