Il primo approdo apre già il confronto sui prossimi. Dopo l’arrivo della Belle de l’Adriatique, che ieri pomeriggio ha inaugurato l’ingresso del porto di Termoli nel mercato crocieristico, gli operatori parlano di richieste per altre navi, anche di dimensioni maggiori. Una prospettiva ancora da tradurre in un calendario, ma sulla quale sono già in corso interlocuzioni con l’Autorità di Sistema Portuale e la Capitaneria. La nave della compagnia CroisiEurope ha ormeggiato nella zona abitualmente destinata ai collegamenti con le Isole Tremiti, al termine di una manovra preparata attraverso simulazioni e verifiche tecniche. In banchina ha trovato un’accoglienza che ha colpito il comandante e l’equipaggio, mentre per la città la toccata ha rappresentato la prima occasione concreta per misurarsi con questo segmento turistico. «Abbiamo tantissime richieste, quasi certe, al 90 per cento, di navi anche più grandi che vogliono venire», ha anticipato Fabio Trivelli, spiegando che il lavoro riguarda anche la possibilità di utilizzare l’ancoraggio in rada. «Stiamo parlando con l’Autorità di Sistema e con la Capitaneria per finalizzare questo nostro obiettivo». L’esito della giornata dà quindi sostanza a un percorso che dovrà tenere insieme caratteristiche dello scalo, sicurezza delle operazioni, servizi e capacità del territorio di proporre occasioni di visita. La prima esperienza ha unito navigazione e cicloturismo. I passeggeri erano sbarcati in mattinata a Ortona per percorrere in bicicletta la Costa dei Trabocchi e raggiungere Termoli, includendo anche il tratto costiero molisano. La nave li ha attesi nel porto per il rientro a bordo, prima della prosecuzione del viaggio verso Brindisi. La sosta di poche ore dell’imbarcazione va letta all’interno di questo programma: l’escursione dei viaggiatori era cominciata già in Abruzzo e aveva nella città molisana il punto di arrivo. Un itinerario capace di collegare le due regioni attraverso la costa, con Termoli inserita sia nel percorso a terra sia nella rotta della crociera. A raccontare il viaggio è stato il comandante Goran Favro, originario di Dubrovnik. L’itinerario comprende Dubrovnik e Korčula, quindi Ortona, Termoli e Brindisi, per proseguire verso Saranda, in Albania, Corfù e Cefalonia, in Grecia, il canale di Corinto e il Pireo. Il giudizio sull’ospitalità ricevuta è stato immediato: «L’accoglienza è meravigliosa. Ci avete riservato un benvenuto che non ci aspettavamo: una bella sorpresa per noi, grazie mille». Alla domanda sulla possibilità di tornare, Favro ha risposto con favore, legando però l’eventuale nuova presenza alle scelte organizzative della compagnia: «Probabilmente sì, ma dipende dal piano delle crociere, dalle altre navi e dagli altri porti». Il risultato è stato costruito nelle settimane precedenti attraverso il lavoro dei diversi soggetti coinvolti. Trivelli ha richiamato proprio questo impegno: «Finalmente possiamo dirlo. Abbiamo lavorato tutti insieme, a iniziare dall’Autorità di Sistema, dal Comune, dalla Regione e da noi dell’agenzia, per far arrivare questa nave. Tutti si sono adoperati per l’ospitalità che, come ha detto il comandante, è stata fantastica. Penso che sia un ottimo test per il futuro». Una prova che ha avuto un passaggio decisivo nelle operazioni portuali. Stefano Marinucci, intervenuto sul contributo del corpo dei piloti, ha spiegato che l’avvicinamento e l’ormeggio hanno richiesto attenzione anche per le condizioni meteorologiche. «È stata una manovra abbastanza complicata, c’erano un po’ di vento e un po’ di mare», ha riferito, ricordando lo studio della simulazione insieme ai soggetti impegnati nella preparazione dell’approdo. La nave ha poi ormeggiato regolarmente in banchina. L’esperienza maturata offre ora elementi per valutare ulteriori possibilità. «Tecnicamente non dovremmo avere nessun tipo di problema e speriamo che il porto di Termoli abbia la possibilità di ospitare altre navi, con un pescaggio magari anche un po’ maggiore, oppure di farle fermare fuori, in rada, con punti di fonda per lo sbarco dei passeggeri», ha aggiunto Marinucci. L’ipotesi della rada rientra dunque tra le soluzioni allo studio per ampliare le opportunità di accoglienza, fermo restando il necessario esame delle caratteristiche delle singole imbarcazioni e delle condizioni operative. Per il vicesindaco Michele Barile, l’arrivo della Belle de l’Adriatique segna una giornata destinata a restare nella storia recente dello scalo: «Questa è una data che sicuramente ricorderemo. L’attracco di questa nave da crociera rappresenta per Termoli un’opportunità di sviluppo turistico notevole, davvero importante». Barile ha evidenziato il valore regionale della prospettiva aperta dal primo approdo, indicando nella città la porta d’accesso del Molise sull’Adriatico. Ha quindi ringraziato l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che ha fortemente voluto questo ingresso nel mercato crocieristico, la Capitaneria di porto e le due agenzie che hanno lavorato alla realizzazione dell’ormeggio. Il Comune ha curato il benvenuto ai viaggiatori e al personale di bordo. «Ci siamo preoccupati di riservare ai passeggeri e allo staff della nave la giusta accoglienza. È un messaggio che abbiamo voluto lanciare a loro, alla compagnia e al tour operator, perché siamo felici e onorati di averli nella nostra città», ha spiegato il vicesindaco. L’obiettivo dell’amministrazione è dare continuità all’esperienza: «Speriamo che questa compagnia continui a inserire Termoli negli itinerari turistici che propone ai propri clienti e che l’ormeggio di questa nave possa aprire le porte anche ad altre compagnie e ad altre imbarcazioni, magari di dimensioni maggiori». L’accoglienza ha puntato anche sui prodotti tipici, utilizzati per presentare agli ospiti una parte dell’identità del territorio. Un aspetto sul quale si è soffermato l’ingegnere Pietro Bianco, sottolineando il gradimento manifestato a bordo. «Se il buongiorno si vede dal mattino, abbiamo cominciato con il passo giusto», ha dichiarato. «Quello che volevo sottolineare è la sinergia fra tutte le autorità e non solo, che hanno contribuito a fare di questa toccata quello che speriamo possa diventare un’occasione di promozione». Bianco ha ricordato il ruolo dell’Autorità portuale nei servizi fondamentali, quello della Capitaneria negli aspetti legati alla sicurezza della navigazione e alla security, insieme al contributo dell’amministrazione comunale. «La valorizzazione dei prodotti tipici è sicuramente una delle armi che dobbiamo utilizzare», ha osservato, riferendo che il momento di ospitalità è stato «molto gradito dai passeggeri, dal comandante e dal commissario di bordo». Il ringraziamento ha riguardato anche gli operatori portuali, l’Ama e l’agenzia Termar, impegnati nelle settimane che hanno preceduto l’arrivo. «Questa è la prima toccata», ha concluso Bianco, «un primo passo che ci dà conforto e un ulteriore pungolo per continuare a promuovere Termoli e il suo porto nel circuito crocieristico».

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*