Sfida la sorte – con la parola “calamità” in bella vista nel nome – e un po’ la storia con quell’acronimo che per fortuna contiene la “ci” e non la “kappa”.
Si chiamerà Arcan (e Arkan viene subito alla mente perché purtroppo o per fortuna la memoria del generale serbo, criminale di guerra, che aveva questo soprannome è ancora viva) l’ente che sostituirà l’attuale Arps, Agenzia regionale per la ricostruzione post sisma.
Ironia a parte, che pure serve a raccontare meglio e con più leggerezza la politica amministrativa, la riforma è stata approvata per ora come disegno di legge dalla giunta regionale nella seduta di mercoledì scorso. Il ddl dell’esecutivo Roberti prevede l’istituzione dell’Agenzia regionale per le calamità ambientali e naturali, la ricostruzione e la tutela del territorio (Arcan Molise).
L’iniziativa – si legge nella relazione illustrativa – intende disciplinare la riforma strutturale dell’Agenzia post sisma (istituita nel 2015) trasformandola in un ente strumentale permanente a vocazione plurima denominato: non solo la ricostruzione necessaria dopo un terremoto ma la gestione dell’assistenza in caso di qualunque calamità e dei successivi interventi di ripristino. Un vero e proprio braccio operativo della Protezione civile regionale.
Il disegno di legge mira a superare la configurazione temporanea dell’Arps; ampliare la missione istituzionale dell’ente, passando da una funzione unica a una vocazione plurima; introdurre una nuova articolazione interna con una governance monocratica; confermare e rafforzare l’autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile dell’ente.
Il nuovo modello di governance monocratica si fonda sulla figura del direttore generale unico, con l’obiettivo di garantire unità d’indirizzo gestionale e semplificare la catena decisionale, nel pieno rispetto del principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo – riservate alla giunta regionale – e le funzioni di gestione, attribuite al direttore generale.
L’Arps era stata istituita quale ente strumentale della Regione Molise a carattere temporaneo, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia patrimoniale, contabile e organizzativa, con il compito di assicurare la prosecuzione e il completamento della ricostruzione post-sisma 2002, in attuazione dei programmi finanziati con la delibera CIPE 3 agosto 2011, n. 62, e dei relativi atti attuativi. La sua missione era stata poi parzialmente integrata con la legge regionale n. 7/2022. Ad oggi, il suo assetto è caratterizzato da una missione parzialmente ampliata, ma l’ente è formalmente ancora legato a una natura temporanea; un regime del personale soggetto a vincoli stringenti derivanti dalla normativa statale e dalla giurisprudenza costituzionale; un raccordo con la Regione fondato su principi di strumentalità e indirizzo.
La trasformazione in Arcan Molise punta, dunque, a dare una risposta concreta e operativa – viene evidenziato nella relazione tecnico-giuridica che accompagna il testo della proposta di legge assegnata alla Commissione competente del Consiglio regionale – a diverse esigenze emerse nel corso degli anni: stabilizzare la struttura ampliandone e formalizzandone la missione, razionalizzare il sistema degli enti strumentali regionali e dotare la Regione di una capacità tecnica endogena per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e all’elevata vulnerabilità del territorio molisano. L’Arcan Molise subentrerà a titolo universale in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi dell’Arps, garantendo la piena continuità amministrativa.
Altra novità in tema di Protezione civile, competenza finora curata direttamente dal presidente della Regione, è la delega in materia conferita dallo stesso governatore al consigliere Raimondo Fabrizio che seguirà le attività politiche in raccordo con Roberti e con le strutture amministrative regionali partecipando a tavoli e riunioni operative inerenti la Protezione civile.
ritai

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