Ancora un prestigioso riconoscimento per il “Giordano” di Venafro. Al “Summit Internazionale Next Gen AI” svoltosi dal 19 al 22 ottobre scorsi a rappresentare tutta la scuola molisana lo studente liceale del “Giordano” Andrea Albanese. Nella meravigliosa cornice di Villa Erba, nella città di Cernobbio sul lago di Como, Andrea Albanese è stato chiamato direttamente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a rappresentante la Consulta regionale del Molise e in qualità di portavoce di tutte gli studenti molisani. Lo studente ha intrapreso questo viaggio assieme alla professoressa Maria Antenucci, referente della Consulta e dell’Ufficio scolastico regionale per la provincia d’Isernia. Nel corso di questi giorni Andrea ha lavorato assieme a tutti gli altri colleghi portavoce regionali, uno per ciascuna regione italiana, e ha conseguito esperienze uniche e inimitabili, tra cui la cerimonia di apertura del Summit nel Teatro “La Scala” di Milano. Tutta questa avventura è stata altresì coronata dall’incontro con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, il quale volentieri e con molta disponibilità gli ha concesso un selfie, e con la direttrice della DGSIP, la dottoressa Francesca Carbone. A raccontare questa esperienza direttamente Andrea Albanese: «Dopo un’odissea per il viaggio di andata di domenica 18, riuscendo anche a sfuggire alle manifestazioni esplose nel centro di Milano, ho preso parte ad alcune riunioni di Ucn (Ufficio coordinamento nazionale) con tutti gli altri miei colleghi Consultini e Portavoce sulla situazione
attuale. Il summit è iniziato ufficialmente la mattina di lunedì 19 con la cerimonia di apertura nel Teatro La Scala di Milano, durante la quale ha preso la parola il ministro Valditara e sono state presentate le bandiere dei 40 stati che partecipavano alla manifestazione, proprio come una cerimonia olimpica. Al termine il ministro si è trattenuto per concedere qualche foto a noi ragazzi e io, fortunatamente, sono riuscito a chiedergli un selfie che difficilmente dimenticherò. Purtroppo il contesto esterno che ho trovato risentiva ancora delle ferite delle violente manifestazioni organizzate in centro e ho assistito a vetrine rotte, negozi saccheggiati e muri imbrattati: uno scenario che era poco consono per un Forum del genere. Quest’ultimo è proseguito nel pomeriggio a Cernobbio, presso la bellissima Villa Erba e nel suo grandissimo Auditorium, che godeva anche di una bellissima vista su quel ramo del Lago di Como. Eravamo 6000 persone, tra docenti e studenti, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Proprio per questo motivo noi ragazzi siamo stati divisi in 4 macro-gruppi o workshop denominati in base agli utilizzi dell’IA (“AI for Work”, “AI for Life”, “AI for Earth” e “AI for Arts”), mentre i docenti sono stati smistati in diverse sezioni dell’argomento “AI for School”. Io sono stato inserito proprio nel workshop “AI for Arts”, dedicato all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale in tutte le branche dell’arte. Con l’IA si sviluppa il concetto di “Arte Contemporanea”, che è in continuo rinnovamento, ma allo stesso tempo il suo intervento può anche mettere in discussione la stessa definizione di Arte o di Artista, queste ultime sempre associate all’opera creativa dell’essere umano. In totale eravamo 200 ragazzi, tutti mischiati e raggruppati in 10 sottogruppi, detti “Team”. Ogni Team avrebbe dovuto presentare una propria idea sull’argomento e le più convincenti sarebbero state esposte sul palco del Summit durante la cerimonia di chiusura, con tutte le autorità più importanti presenti, ministro compreso. Ho aiutato il mio Team, il numero 31, al raggiungimento dell’obiettivo fornendo ottime basi e idee da poter presentare. Mi sono trovato benissimo con il gruppo, un insieme eterogeneo con molti ragazzi in gamba e propositivi, e anche con il mentor Piero Foglietti, gentilissimo e attento nella conduzione dei lavori. Alla fine di questa avventura, nel momento dei saluti finali, mi ha fatto quasi commuovere l’associazione della mia persona ad una “icona” creata da una ragazza gentilissima e ciò mi ha fatto capire di aver svolto al meglio il mio lavoro. Ma sicuramente, tra gli interventi che mi hanno visto protagonista all’interno della platea del workshop, il più memorabile resterà sicuramente la sfida, da me accolta, nel provare a convincere tutte le persone lì presenti su uno stesso argomento, e in quell’occasione ho dimostrato a tutti l’esistenza e la vera bellezza della mia regione, il Molise. Veniamo sempre dimenticati, sottovalutati e considerati inferiori rispetto alle altre “grandi” regioni, ma ciò non deve essere una resa per la battaglia che ciascuno di noi può intraprendere per difendere la propria patria. Chi difende le proprie radici – conclude Andrea Albanese – difende anche sé stesso, chi non dà importanza alle stesse si ferisce da solo. Lo scopo della vita di ognuno di noi è dimostrare il proprio valore, partendo proprio dalle proprie origini: è questo ciò che dobbiamo imparare e mettere in pratica nella nostra quotidianità. Ed è per questo motivo che non mi tiro mai indietro nelle occasioni istituzionali di rappresentanza, anche (e soprattutto) fuori regione, e non provo vergogna né mi tiro mai indietro nel parlare del luogo che rappresento, e lo faccio con sentito orgoglio. Infine, ringrazio anche la mia scuola, l’Istituto Omnicomprensivo “Antonio Giordano” di Venafro, per avermi consentito di fare questa esperienza e per avermi supportato».
Marco Fusco


























