«Basta contrapposizioni tra Nord e Sud. La nostra sfida è costruire un Paese che cresca insieme, valorizzando le autonomie, il lavoro e le opportunità di ogni territorio».
Questo il messaggio lanciato dall’europarlamentare della Lega Aldo Patriciello nel suo intervento al congresso del partito, alla presenza del segretario federale Matteo Salvini, degli amministratori e dei delegati.
«La Lega ha davanti a sé una grande responsabilità politica: rafforzare la propria presenza nazionale e dimostrare che la crescita del Mezzogiorno non è una questione che riguarda soltanto il Sud, ma una priorità strategica per l’intero Paese», ha dichiarato Patriciello.
«Lo dico da uomo del Sud e da parlamentare europeo: ogni giovane costretto ad abbandonare la propria terra per cercare lavoro è una sconfitta per tutta l’Italia. Ogni impresa che rinuncia a investire per carenze infrastrutturali o per una burocrazia soffocante rappresenta un’occasione di sviluppo perduta per l’intera nazione».
Per l’eurodeputato, la tradizione federalista della Lega rappresenta un patrimonio politico da valorizzare in una prospettiva sempre più nazionale.
«Autonomia significa responsabilità, capacità di decidere e valorizzazione delle specificità territoriali. Non deve diventare una contrapposizione tra aree del Paese. Il nostro obiettivo deve essere quello di unire le energie migliori dell’Italia, dal Nord al Sud, senza lasciare indietro nessuno».
Patriciello ha quindi richiamato la necessità di concentrare l’azione politica su alcune priorità concrete: infrastrutture moderne, sostegno alle imprese, occupazione giovanile, semplificazione burocratica e utilizzo efficace delle risorse europee. «I cittadini non ci chiedono battaglie ideologiche o slogan. Ci chiedono risposte. Vogliono strade e collegamenti efficienti, opportunità di lavoro, servizi adeguati e la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti ad andare via».
Infine, il futuro del movimento: «La forza della Lega è sempre stata la capacità di ascoltare i territori. Oggi dobbiamo trasformare questa capacità in un grande progetto nazionale, nel quale il Nord e il Sud siano protagonisti della stessa sfida. Perché non esiste un’Italia forte con un Mezzogiorno debole. E una Lega davvero nazionale deve saper rappresentare le aspirazioni, i bisogni e le speranze di tutti gli italiani».



























