A margine dell’inaugurazione della Fiera di Larino, le dichiarazioni del senatore di Fratelli d’Italia Costanzo Della Porta sulla nuova legge elettorale, approvata in via definitiva da Montecitorio poche ore prima.
«Il voto alla Camera, dopo quello del Senato, dimostra la compattezza della maggioranza. Questa non è una legge ideata e approvata per il centrodestra, è una legge che garantirà effettivamente la stabilità a chi vincerà le elezioni che avrà un premio di maggioranza, peraltro contenuto, e questo darà la possibilità al Sistema Italia di reggere per i prossimi anni. È una legge che reintroduce le preferenze, e le introduce in maniera anche massiva, checché qualche oppositore dica il contrario, perché almeno il 40-45% dei deputati e senatori saranno eletti con le preferenze, cosa che non accadeva da 35 anni. Insomma, certezza del voto, subito dopo il voto sapremo chi vince le elezioni e chi governerà. E poi palla ai cittadini per scegliere i propri rappresentanti in Parlamento».
Non siete preoccupati dei rilievi di incostituzionalità denunciati dalle opposizioni e dalla pronuncia della Consulta a cui loro si rivolgeranno attraverso i ricorsi che saranno a breve depositati in una trentina di Corti d’Appello?
«Noi siamo abituati a rispettare le sentenze, la norma però prevede un premio che scatta solo dopo il 42%. Sapete che la soglia prevista dalla Corte è il 40%. Sulla rappresentanza femminile abbiamo ovviamente istituito le preferenze di genere nella riforma al Senato, nel cosiddetto listino bloccato deve essere rappresentato almeno il 40% di un genere. Io credo che abbiamo superato il vaglio di costituzionalità, come ha detto ieri anche un eminente costituzionalista. Detto questo, se la Corte dovesse muovere dei rilievi, ovviamente ne prenderemo atto e in Parlamento modificheremo la norma secondo i principi dettati dalla Corte».
Si tornerà al voto a giugno, o a scadenza naturale e quindi in autunno?
«Mah… non sono io a stabilirlo, sento esponenti molto più qualificati di me nel mio partito che dicono che il governo arriverà a scadenza naturale, quindi ritengo che sia così».
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