Non c’è solo il caro gasolio a pesare sui bilanci, sempre più in perdita di aziende agricole e dell’autotrasporto. Né il credito di imposta risolve nulla. Per questo la protesta di Tir e trattori va avanti. Alle sigle di categoria che chiedono di prendere atto positivamente dell’apertura del governo e dei soldi messi sul tavolo dal ministro Salvini (per carburante e rinnovo veicoli) i cosiddetti “padroncini” hanno risposto che si va avanti a oltranza, finché non sarà chiaro il percorso, ben più solido delle misure annunciate dal titolare dei Trasporti, con cui il governo vorrà sostenere le imprese di settori strategici, la cui crisi mette in ginocchio l’intero Paese.
Padroncini che ieri hanno sfilato numerosi anche a Campobasso, insieme a una più piccola rappresentanza di agricoltori ma la battaglia è comune. «Non lo facciamo solo ed esclusivamente per il caro carburante, lo facciamo per il carovita in generale. Stiamo cercando di dar voce a tutto il popolo italiano, perché le problematiche ce le ho io che devo portare avanti un’attività, le affronta anche un agricoltore che deve portare avanti la sua, ma sicuramente anche un capofamiglia che con il suo stipendio non riesce più ad affrontare le spese quotidiane – ha sottolineato una ragazza che si occupa insieme al padre di una ditta di trasporti di Pietracupa – Sembra una frase fatta, di rito, però purtroppo è la realtà dei fatti».
Accolti con applausi, incoraggiamenti e complimenti anche ieri nel capoluogo, i manifestanti sono poi stati ricevuti dal Consiglio comunale che era in seduta. Qualche trasportatore ha lamentato l’assenza, ieri mattina, degli studenti che lunedì avevano partecipato al primo corteo con un presidio statico in più punti di Corso Bucci. Ma dalla popolazione arriva in linea generale condivisione. Non si trovano più prodotti freschi nei supermercati – ieri è arrivato anche l’allarme di Federdistribuzione a livello nazionale – né carburante ai distributori ma la lotta delle due categorie è ritenuta giusta.
Ci vuole unità, ancora le parole della ragazza di Pietracupa, «Su una nostra motrice abbiamo messo un manifesto con scritto “non abbiate paura di alzare la voce”, perché è l’unica arma che attualmente abbiamo, l’unica».
Ora però il gioco si fa duro. Approvvigionamenti al minimo al Sud, problemi anche al Nord. Industriali e governo, FdI in particolare, hanno chiesto a muso duro di far rientrare la protesta. Il ministro Urso ha riferito che il Viminale sta procedendo all’identificazione dei camionisti per far rimuovere i blocchi. In Molise non ci sono blocchi ma presidi. E a ieri sera non si avevano notizie di segnalazioni o identificazioni.
ppm

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