Quali produzioni saranno assegnate allo stabilimento, con quali investimenti e in quali tempi? E quali garanzie accompagneranno il futuro dei lavoratori e delle imprese dell’indotto? Il Movimento 5 Stelle porta nuovamente in Parlamento la vertenza Stellantis di Termoli, chiedendo al Governo risposte sul destino del sito e sul progetto della Gigafactory. La deputata Daniela Torto ha depositato questa mattina un’interrogazione parlamentare elaborata in collaborazione con i consiglieri regionali Roberto Gravina e Angelo Primiani e con il coordinatore regionale del M5S Molise Antonio Federico. Al centro dell’iniziativa, la richiesta di tradurre le prospettive industriali del polo molisano in un programma verificabile, con scadenze, risorse e responsabilità definite. «Chiediamo al Governo un quadro chiaro sul futuro produttivo di Termoli: investimenti, produzioni assegnate, tempi e garanzie occupazionali», dichiara Torto. «Servono impegni verificabili per lo stabilimento e per le imprese della filiera».
L’interrogazione sollecita chiarimenti anche sull’istanza di riconoscimento dell’area di crisi industriale complessa presentata da Molise e Abruzzo. A dare la misura delle difficoltà sono i numeri richiamati più volte da Gravina e ripresi nell’iniziativa parlamentare: 1.200 posti di lavoro persi e una produzione dello stabilimento diminuita del 60 per cento rispetto al 2015. Dati che, per i promotori, rendono urgente una risposta capace di tenere insieme il futuro della fabbrica e quello delle aziende che dipendono dalle sue attività. La richiesta è di convocare al più presto un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione di Stellantis, ACC, istituzioni e organizzazioni sindacali. Il confronto dovrebbe definire un piano industriale pluriennale e chiarire le prospettive del progetto batterie, anche alla luce della ricerca di nuovi partner annunciata dal presidente della Regione Francesco Roberti. Su questo passaggio il M5S chiede elementi concreti: quali risorse potranno essere impiegate, quali strumenti sosterranno lavoratori e imprese e attraverso quali procedure sarà verificato il rispetto degli accordi. «Occorre indicare quali risorse saranno disponibili, quali sostegni saranno garantiti ai lavoratori e alle imprese e come saranno controllati gli impegni assunti», si legge nell’atto. L’iniziativa parlamentare lega così il tema degli investimenti alla salvaguardia del patrimonio professionale e produttivo del territorio, chiedendo che le scelte sulla transizione industriale offrano una prospettiva anche alla filiera. «La transizione deve tutelare occupazione, competenze e vocazione manifatturiera civile del territorio», ribadiscono i promotori.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*