Dal vecchio stadio Romagnoli a piazza della Vittoria, in corteo per le strade del centro di Campobasso ieri l’onda gialla della Coldiretti regionale. Agricoltori, allevatori e pescatori insieme per chiedere contromisure e interventi per fronteggiare la crisi del comparto aggravata dall’aumento dei costi energetici.
«La misura è colma, non è più possibile pensare di lavorare, tenere in piedi un’azienda e non coprire nemmeno i costi di produzione», ha sintetizzato il presidente di Coldiretti Molise Claudio Papa. La richiesta, ha proseguito, è di una «più equa ripartizione della ricchezza a partire da chi realmente produce fino poi alla grande distribuzione. Oggi l’agricoltore, vero produttore del cibo e nella fattispecie italiano, cibo sano, non ha più la remunerazione corretta per poter continuare a fare nelle prossime semine nei prossimi investimenti. C’è qualcosa da fare subito», ha concluso Papa.
La richiesta, ha precisato il direttore dell’organizzazione Franco Dell’Acqua, è indirizzata all’intera Regione, «al presidente della giunta e agli assessori, soprattutto all’assessore all’Ambiente per quanto riguarda il contenimento della fauna selvatica, ma anche all’assessore alle Attività produttive perché investa una parte delle risorse per le aziende che davvero promuovono il prodotto agricolo locale. Per questo tanta gente oggi, tanti agricoltori impegnati con le arature, con la raccolta delle olive, hanno lasciato i campi e sono qui a Campobasso. Alla fine della manifestazione torneranno tutti, correranno tutti ancora a lavorare perché questo è il nostro destino. Noi lavoreremo fino all’ultimo secondo. Noi siamo qui per produrre cibo buono, cibo che fa bene alla salute, non quelle schifezze che producono i trafficanti di olio, di grano oppure il cibo ultraformulato. Non lasciateci soli – il suo appello – Aiutateci».
La mobilitazione è stata organizzata alla vigilia della nuova campagna agraria in cui le imprese sono chiamate a programmare investimenti e attività.
«Anche chi non è del settore è consapevole che la congiuntura geopolitica è particolarissima, i costi di produzione sono elevatissimi e invece la il prezzo di vendita dei prodotti è molto basso – le parole di Michele Porfido, delegato regionale Giovani agricoltori – Per questo chiediamo alla Regione un patto per lo sviluppo agricolo ed agroalimentare, un patto che aiuti le aziende che producono in Molise, le aziende agricole molisane, a collaborare con le aziende che fanno la trasformazione per cercare di creare una sinergia, per dare alle persone un prodotto buono, genuino, sano da mangiare, di cui si conosce soprattutto la provenienza, perché sappiamo come funziona oggi con il Made in Italy, che non è sempre quello che c’è scritto sulla confezione».
Il lavoro non consente più di vivere dignitosamente e «molte aziende stanno andando avanti attingendo dai risparmi delle famiglie che non sono eterni – così il consigliere ecclesiastico di Coldiretti Molise, don Mauro Giovanni Geremia – Il prodotto viene pagato pochissimo e invece la materia prima è veramente alle stelle. C’è troppa speculazione e ci siamo trovati di fronte alla tempesta perfetta».
ppm

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