Quella vissuta alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma – con l’accoglienza degli alunni dell’IPSSAR Domizia Lucilla – non è stata una semplice cerimonia di premiazione, ma un autentico trionfo che proietta la scuola di Bojano direttamente nell’olimpo dell’eccellenza scolastica italiana.
Conquistare contemporaneamente il Primo e il Secondo Premio Nazionale al prestigioso 54esimo Concorso Nazionale EIP Italia – davanti a una giuria d’eccezione composta da personalità di primissimo piano del mondo istituzionale, scientifico e letterario – rappresenta infatti un’impresa eccezionale.
Il primo premio nazionale è andato al percorso “Tetralogia”, guidato dalla prof.ssa Italia Martusciello, supportata dalla prof.ssa Giulia Columbro: un’opera d’arte interdisciplinare, un capolavoro di impegno civile. Geniale la trovata della Lettera all’Onu, un manufatto tridimensionale inviato direttamente al quartier generale delle Nazioni Unite a New York per abbattere ogni confine e far risuonare la voce dei giovani sulle cattedre più importanti del pianeta; così come l’elaborazione dell’Ebook “Made in humanity”, un’analisi multimediale di rigore scientifico e rara sensibilità umana, capace di toccare con coraggio e lucidità piaghe globali come la pena di morte, le Mutilazioni Genitali Femminili e la privazione dell’istruzione. Ma non è tutto, perché dal percorso è nato anche il Podcast “L’Italia che combatte…”: un lavoro d’archivio e di narrazione audio da veri professionisti del giornalismo d’inchiesta, capace di sviscerare otto pilastri dei diritti umani con una maturità disarmante; e infine, un’indagine territoriale Outdoor, un percorso sul campo condotto su ben 173 cittadini, a dimostrazione di una scuola viva, aperta al territorio e capace di interrogarsi sull’eredità culturale del nostro Paese.
Secondo premio nazionale, invece, per “Il silenzio che rumore” silloge poetica che ha ottenuto il riconoscimento supremo: la pubblicazione su scala nazionale.
Riuscire a dare voce al silenzio, trasformando parole ed emozioni in un’opera letteraria capace di scalare le classifiche di un concorso storico, è un dono raro. Tutto questo è accaduto alla presenza di Elio Pecora, un poeta di livello mondiale che ha consacrato il valore artistico dell’opera.
Nella premessa del volume ad opera di Anna Paola Tantucci si legge: «La poesia come cantiere di pace e cittadinanza attiva. È con profonda commozione ed entusiasmo che presento questa raccolta poetica, intitolata Il silenzio che fa rumore, nata nel cuore dell’Istituto Omnicomprensivo “Lombardo Radice – Amatuzio – Pallotta” di Bojano (CB). Questo volume non rappresenta soltanto un’antologia di versi, ma la testimonianza tangibile di un fecondo cammino educativo e umano che incarna in pieno i valori dell’Associazione École Instrument de Paix.
Un plauso fondamentale va al lavoro straordinario e appassionato svolto negli anni dalla prof.ssa Italia Martusciello. Attraverso un itinerario quinquennale (2021-2026) sintetizzato nelle toccanti parole “Cinque anni, mille passi, un’unica storia… le tracce che restano”, ha saputo guidare con pazienza, ascolto e sensibilità gli studenti dell’Istituto tecnico economico. Il suo impegno costante ha trasformato l’aula scolastica in uno spazio di autentico confronto, crescita culturale, capacità introspettiva e supporto reciproco.
I Laboratori di poesia promossi all’interno del progetto hanno dimostrato un valore pedagogico inestimabile. Attraverso la scrittura autobiografica, le letture guidate e le tecniche laboratoriali, gli alunni hanno appreso a dare voce al proprio mondo interiore, fatto di emozioni complesse, fragilità, speranze e ricerca d’identità. La poesia si è rivelata così un potente strumento di liberazione e benessere, capace di trasformare il disagio in consapevolezza e il silenzio in parole condivise.
Questa pubblicazione evidenzia il ruolo centrale della scuola nella crescita culturale, umana e civica dei giovani. Promuovendo la cultura della memoria attiva, della legalità e dei diritti umani, il percorso ha stimolato negli studenti la cosiddetta trilogia antropologica: stare bene con se stessi, con gli altri e nelle istituzioni. Nei versi dei ragazzi risuona un no fermo all’indifferenza e alla rassegnazione, unitamente al desiderio di costruire una comunità fondata sulla giustizia, sull’empatia e sulla pace.
Auguro a questa raccolta di essere letta e diffusa ampiamente, affinché i “semi di futuro” gettati da questi giovani autori e dalla loro docente continuino a germogliare e a ispirare l’intera comunità scolastica e civile».
Vincere è bellissimo, ma vincere davanti a una platea e a una copertura mediatica di questo calibro rende il trionfo consegnato alla storia: Anna Paola Tantucci (Presidente EIP); Francesco Rovida (Responsabile EIP Formazione); Davide D’Amico (Direttore generale per l’innovazione digitale del MIM), che ha visto in voi l’avanguardia della scuola del futuro, tecnologica ma dal cuore immensamente umano; Elio Pecora, uno dei più grandi poeti e scrittori viventi, che ha incoronato la vostra sensibilità lirica; Valerio Rossi Albertini, celebre fisico del CNR e volto simbolo della divulgazione scientifica, che ha potuto apprezzare il rigore metodologico della vostra ricerca; Cristiana Rotunno, del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, testimone del valore etico e sociale immenso del vostro operato; Rai News 24, presente all’evento per documentare e dare risalto televisivo nazionale a questa memorabile giornata.
Il Dirigente Scolastico, Maria Teresa Imparato, e l’intera comunità scolastica esprimono vivo orgoglio e grande soddisfazione per gli eccezionali risultati conseguiti al 54esimo Concorso Nazionale EIP Italia.
«I prestigiosi riconoscimenti ottenuti rappresentano il coronamento di un percorso didattico e umano di alto valore. Un sincero ringraziamento va agli studenti per la passione e la maturità dimostrate, e alle docenti coordinatrici per la guida illuminata con cui contribuiscono ogni giorno alla crescita di eccellenze orientate ai valori della solidarietà, della cultura e della cittadinanza attiva. Un traguardo straordinario che dà massimo prestigio a tutto il nostro istituto» – le parole della preside.

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