Non c’è tregua per il Veneziale. Questa volta a finire sotto i riflettori è il reparto di Chirurgia, che secondo il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, reggerebbe soltanto grazie al sacrificio di un numero ridottissimo di professionisti.
L’allarme è arrivato con un intervento pubblico sul tema. Il primo cittadino ha parlato di un reparto la cui operatività «è garantita solo dall’enorme sacrificio di pochissimi medici sottoposti a turni massacranti». Una situazione di «profonda emergenza», ha sottolineato, che l’Azienda sanitaria regionale del Molise «conosce bene» ma alla quale, a suo giudizio, finora non sarebbe stato posto rimedio.
Castrataro è entrato nel merito delle criticità, che a suo dire «si stanno acuendo». La Chirurgia, ha ricordato, è un reparto fondamentale non solo per gli interventi in emergenza-urgenza, ma anche per l’attività ordinaria. Eppure vi sarebbero rimasti pochissimi medici, impegnati in un lavoro che il sindaco definisce «straordinario». A mancare, ha aggiunto, non sono soltanto i camici in sé: servirebbero anche nuovi professionisti in grado di giovarsi dell’esperienza di chi è rimasto.
Da qui l’annuncio di un passo formale. Il sindaco ha annunciato che scriverà all’Asrem per sapere che cosa sia stato fatto finora e quali iniziative l’azienda intenda assumere. «Tornerò a chiedere risposte» – ha promesso, giudicando «davvero incredibile» che le istanze provenienti dall’ospedale isernino continuino, a suo avviso, a essere ignorate.
Sullo sfondo, un dato che Castrataro ha richiamato con forza: il Veneziale serve un bacino di circa 80.000 persone, che a suo giudizio non meritano di vedere la propria struttura «trascurata in questo modo».



























