Il gasolio continua a pesare sui conti delle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Le misure messe in campo dal Ministero dell’Agricoltura rappresentano, secondo Unci AgroAlimentare, un primo passo per affrontare la crisi, ma devono seguire l’andamento reale dei costi e garantire alle marinerie strumenti di sostegno più stabili. È questa la posizione espressa dal presidente nazionale Gennaro Scognamiglio dopo l’ultima riunione del Tavolo istituzionale sulla pesca e sull’acquacoltura al Masaf. Un confronto nel quale l’organizzazione delle cooperative ha riconosciuto le risposte del ministero, indicando anche le criticità ancora da risolvere. «Segnali positivi sono venuti dall’ultima riunione del Tavolo istituzionale sulla pesca e sull’acquacoltura, convocato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, a cominciare dai finanziamenti messi a bando dal governo», afferma Scognamiglio. «Da parte nostra abbiamo evidenziato priorità e criticità da affrontare per superare questa fase delicata e raggiungere un pieno rilancio delle marinerie italiane». Alla riunione hanno partecipato il sottosegretario Patrizio La Pietra, la direttrice generale Graziella Romito, il direttore generale di Ismea Sergio Marchi e altri dirigenti della struttura ministeriale. Tre gli strumenti richiamati dall’associazione: il credito d’imposta del 20 per cento per l’acquisto di carburante, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro; la misura Feampa destinata a fronteggiare gli effetti della crisi in Medio Oriente, con 70 milioni di euro resi disponibili attraverso una rimodulazione del programma; la Cambiale Azzurra, una nuova linea di credito a tasso zero per gli operatori, finanziata con ulteriori 10 milioni. Per quest’ultimo strumento, secondo quanto comunicato da Unci AgroAlimentare, sarà possibile presentare domanda da martedì 13 ottobre. L’obiettivo è dare liquidità alle imprese in una fase nella quale l’aumento delle spese rende più difficile sostenere l’attività. «Unci AgroAlimentare ha espresso pieno apprezzamento per la tempestività con cui il Masaf ha accolto le istanze formalizzate dalla nostra organizzazione, a partire proprio dall’attivazione del nuovo strumento per la liquidità delle imprese», sottolinea Scognamiglio. Il punto più urgente resta però l’adeguamento dei sostegni al rincaro del carburante. L’associazione chiede di aggiornare, per il periodo settembre-dicembre, il cosiddetto “Fattore K”, l’indice utilizzato nel bando relativo alla crisi legata alla guerra in Iran. A sostegno della richiesta indica un dato: l’indice del costo del gasolio avrebbe registrato, da febbraio a oggi, un incremento del 68,22 per cento, rispetto al 21,60 per cento misurato a giugno. Valori che, per Unci, rendono necessario rivedere il parametro alla base dell’intervento. La seconda richiesta riguarda la prossima Legge di Bilancio: istituire un fondo dedicato all’emergenza gasolio e rafforzare il credito d’imposta per il semestre luglio-dicembre. L’organizzazione propone inoltre un meccanismo di attivazione automatica del sostegno quando l’indice dei prezzi medi supera la soglia prevista, così da rendere la risposta più tempestiva. Accanto alle risorse, Unci sollecita informazioni operative chiare. Per la Cambiale Azzurra ha chiesto un seminario rivolto alle imprese e agli operatori del settore, da organizzare nei prossimi giorni per illustrare il nuovo strumento e le modalità di accesso. Le richieste riportano al centro il futuro economico delle comunità che vivono di pesca. «La filiera ittica – conclude Scognamiglio – rappresenta un settore importante per l’economia delle zone costiere ed è una realtà significativa dell’agroalimentare italiano, che va salvaguardato dalle istituzioni».




























