Cinque ore e mezza per estrarre i dati dai computer dell’Istituto Agrario di Riccia, primo dei quattro istituti scolastici coinvolti negli accertamenti informatici nell’ambito dell’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella. Si tratta della scuola in cui lavora il marito dell’amica di lunga data di Gianni Di Vita. Proprio la donna lavora invece al Liceo Scientifico dello stesso comune, dove gli accertamenti proseguiranno oggi, a partire dalle ore 9. Le operazioni hanno preso il via ieri mattina, poco prima delle 10, con l’arrivo di tre agenti della Squadra Mobile e due specialisti del Servizio centrale operativo (Sco), e si sono concluse alle 15.20. Al vaglio 71 computer, dai quali sono stati acquisiti dati che saranno analizzati successivamente. Nessun dispositivo è stato sequestrato al termine delle operazioni.
Presente anche Giovanni Alfonso, consulente informatico nominato dall’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni e Alice Di Vita. All’uscita dalla scuola, l’esperto ha spiegato le attività svolte:
«Da un primo momento abbiamo capito com’era strutturata la rete informatica. Gli esperti hanno poi rilevato un server automatico che gestisce le connessioni. Hanno dunque scaricato dei dati che verranno successivamente analizzati».
Al momento, dunque, non è possibile sapere se siano emersi elementi riconducibili a eventuali ricerche sulla ricina, la sostanza tossica al centro dell’inchiesta. «Non sappiamo, a margine dell’operazione, se ci siano state ricerche relative al veleno o ad altri elementi richiesti dalla Procura», ha precisato Alfonso.
Il consulente ha ipotizzato che gli investigatori procederanno prima con gli accertamenti in tutti e quattro gli istituti, per poi passare all’esame complessivo del materiale acquisito. «Se trovano dati di interesse si procederà all’individuazione del dispositivo a cui sono collegati», ha aggiunto.
Soltanto dopo l’analisi sarà possibile verificare eventuali collegamenti con account, username e password e capire se determinate attività possano essere associate a specifici utenti. Un passaggio importante per ricostruire l’origine di eventuali ricerche e la loro riconducibilità ai singoli dispositivi.
Un altro punto riguarda la possibilità di recuperare informazioni apparentemente eliminate. Anche la cancellazione di una ricerca, infatti, non esclude l’eliminazione permanente dei dati nei sistemi informatici. «In informatica forense quasi sempre rimane una traccia», ha spiegato Alfonso, sottolineando che un’acquisizione forense può consentire di verificare se siano state effettuate ricerche sulla ricina anche quando la cronologia visibile risulti eliminata.
Come detto, dopo l’Agrario, oggi gli accertamenti degli investigatori proseguiranno al Liceo Scientifico di Riccia, dove saranno esaminati 21 computer. Domani toccherà al Liceo Classico Mario Pagano di Campobasso, con 63 dispositivi, mentre venerdì le verifiche raggiungeranno il Liceo delle Scienze umane e sociali di Casacalenda, dove lavora la cugina di Gianni, Laura Di Vita.
L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di ricerche online sulla ricina, anche alla luce di elementi emersi su Reddit, e individuare informazioni utili all’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita.
Interpellato sulla presenza nell’istituto di Michele, tecnico di laboratorio e marito dell’insegnante amica di lunga data di Gianni Di Vita, Alfonso ha risposto: «Non so chi sia. Durante le operazioni era presente un amministratore di sistema, ma non sono certo fosse lui».
Per conoscere gli eventuali risultati bisognerà attendere l’analisi dei dati estratti. Solo allora gli inquirenti potranno stabilire se il materiale acquisito contenga elementi pertinenti all’indagine della Procura di Larino.
Serena Lastoria




























