Più controlli lungo il litorale, meno persone da soccorrere e meno imbarcazioni in difficoltà rispetto all’estate precedente. Ma anche spiagge liberate dalle occupazioni abusive, verifiche sugli scarichi e sui rifiuti, protezione dei siti di nidificazione del Fratino. La Guardia Costiera traccia il bilancio dell’operazione «Mare e Laghi Sicuri 2026», che dal 16 giugno al 20 settembre ha accompagnato la stagione balneare sulle coste italiane e sui principali laghi. Per il territorio della Direzione Marittima di Pescara, con particolare attenzione al litoraleabruzzese e molisano e alle Isole Tremiti, i numeri raccontano un’attività estesa: 15.304 controlli presso gli stabilimenti balneari e sul demanio marittimo, circa il 12 per cento in più rispetto al 2025, e 10.400 metri quadrati di spiagge e specchi acquei illecitamente occupati, liberati e restituiti alla pubblica fruizione. Un lavoro svolto nei mesi di maggiore presenza di bagnanti, diportisti e turisti, nel quale la vigilanza sulla sicurezza si è affiancata alla tutela del patrimonio costiero e del diritto della collettività a utilizzarlo.Le attività ispettive hanno prodotto 15 notizie di reato e 363 verbali di accertamento di infrazione. Il contrasto alle occupazioni abusive del demanio marittimo ha rappresentato uno dei fronti dell’operazione, attraverso controlli capillari e costanti sugli spazi destinati alla fruizione pubblica.Sul versante della salvaguardia della vita umana, il bilancio territoriale registra 58 interventi SAR, sigla che indica le operazioni di ricerca e soccorso, a favore di 22 unità navali. Le persone interessate dalle operazioni sono state 88, nove delle quali recuperate prive di vita.Rispetto allo scorso anno, la Direzione Marittima segnala una diminuzione delle persone soccorse e delle unità da diporto in difficoltà. Un risultato che il contrammiraglio Daniele Giannelli, direttore marittimo, riconduce all’efficacia delle attività preventive.«Il dato più importante emerge guardando ai risultati nel loro complesso: meno persone soccorse e meno unità da diporto in difficoltà rispetto allo scorso anno. Sono numeri che non vanno letti come un minore impegno, ma come forti indicatori di un mare più sicuro: è stata svolta una più efficace attività di prevenzione che ha consentito di ridurre il numero delle emergenze», ha evidenziato Giannelli. L’operazione si è articolata lungo due principali linee d’azione. La prima, preventiva e informativa, ha puntato sulla sensibilizzazione dell’utenza: sicurezza in mare, cultura nautica, corretta fruizione delle spiagge e degli specchi acquei. La seconda, operativa, ha previsto attività mirate di vigilanza sul rispetto delle norme, insieme agli interventi di prevenzione e repressione delle condotte illecite.Per tutta la durata della campagna è stata garantita una presenza costante e capillare del personale e dei mezzi della Guardia Costiera, sia in mare sia lungo il litorale di competenza, in particolare nella fascia oraria dalle 8 alle 20. Nei periodi di maggiore affluenza questa presenza ha consentito di rafforzare il rapporto diretto con cittadini e turisti e di mantenere un’attenta vigilanza sulle attività svolte in acqua e sulle spiagge.Alla sicurezza della navigazione si collega anche la campagna del «Bollino Blu», realizzata in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’iniziativa permette di razionalizzare i controlli sulle unità da diporto, evitando inutili duplicazioni e promuovendo una maggiore consapevolezza delle condizioni di sicurezza necessarie per andare in mare.Una parte consistente dell’attività della Direzione Marittima di Pescara ha riguardato la protezione dell’ambiente marino e costiero. I controlli si sono concentrati sulla salvaguardia delle acque, sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla regolarità degli scarichi provenienti dagli insediamenti urbani e produttivi presenti nel territorio di giurisdizione.In collaborazione con l’ARPA regionale, sono state svolte verifiche mirate per individuare eventuali fenomeni di inquinamento marino connessi allo scarico di reflui. L’attenzione si è rivolta, in particolare, agli insediamenti maggiormente frequentati durante il periodo estivo. Parallelamente è stata intensificata l’attività ispettiva negli impianti di raccolta, stoccaggio e recupero dei rifiuti presenti nei Comuni del territorio di competenza. La vigilanza ha interessato anche la fauna costiera e gli habitat di interesse naturalistico. È proseguita la collaborazione con le associazioni e i volontari impegnati nel monitoraggio e nella protezione dei siti di nidificazione del Fratino.Complessivamente sono stati censiti 39 nidi, con 103 uova deposte: soltanto sette non si sono schiuse. Un dato che la Direzione Marittima indica come conferma dell’efficacia del monitoraggio e del presidio assicurati lungo il litorale.Il bilancio territoriale si inserisce nei risultati nazionali presentati al Salone Nautico Internazionale di Genova, durante un evento al quale hanno partecipato il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, ammiraglio ispettore capo Sergio Liardo, e il direttore marittimo della Liguria, ammiraglio ispettore Antonio Ranieri.In tutta Italia, «Mare e Laghi Sicuri 2026» ha totalizzato oltre 296mila controlli, con un incremento del 24 per cento rispetto al 2025. Sono state 1.370 le persone tratte in salvo e 343 le unità da diporto assistite. Sul fronte della tutela del demanio, più di 142mila metri quadrati sono stati restituiti alla pubblica fruizione.Per sostenere questo impegno, dal 16 giugno al 20 settembre sono stati impiegati quotidianamente oltre 3mila donne e uomini, 450 unità navali e 19 mezzi tra aerei ed elicotteri. Il dispositivo ha coperto gli oltre 8mila chilometri di coste italiane, oltre ai laghi di Como, Garda e Maggiore.Secondo la Direzione Marittima di Pescara, l’attività ha consentito di perseguire gli obiettivi stabiliti nella pianificazione operativa e nelle disposizioni del Comando Generale. Anche per questa stagione, la componente preventiva e informativa è stata considerata fondamentale per diffondere la cultura della sicurezza tra diportisti, bagnanti e operatori del settore marittimo.In questo percorso ha avuto un ruolo anche la collaborazione con gli organi di informazione, che ha permesso di dare ampia diffusione alle principali regole di comportamento e alle corrette modalità di utilizzo del mare e delle strutture balneari.

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