Chi attendeva la fumata bianca è rimasto a bocca asciutta. Nella sede isernina di Fratelli d’Italia, nella serata di lunedì, i rappresentanti del centrodestra si sono seduti attorno allo stesso tavolo per cominciare a sciogliere il nodo del candidato sindaco.
Luca Iorio, che nei giorni scorsi ha presentato il suo movimento civico “Vento del cambiamento” e ha dato la propria disponibilità a correre per la guida della città, non ha al momento ancora ottenuto il via libera unitario della coalizione, che dovrà essere discusso dalle segreterie di partito.
Al confronto hanno partecipato, per Fratelli d’Italia, Desio Notardonato e Davide Giallonardi; per Forza Italia, Antonio Potena e Pietro Sacco; per la Lega, Ivan Forte Luigi Petrone; per i Popolari di Niro, Enzo Di Luozzo e Claudio Falcione; per Alleanza per il futuro, Giovancarmine Mancini. Non erano presenti gli esponenti di Noi Moderati.
Dall’incontro è filtrato poco. I partecipanti si sono mostrati abbottonati e attendisti, e il clima, a quanto emerge, è quello di una partita ancora tutta da giocare.
Alla base della “frenata” ci sarebbero sensibilità differenti all’interno della coalizione, non solo sul profilo da proporre agli elettori ma anche sulla strategia e sul metodo con cui scegliere il futuro aspirante primo cittadino.
Alla riunione di lunedì, peraltro, si sarebbe arrivati dopo qualche attrito maturato nei giorni precedenti.
Ad ogni modo, nel corso dell’incontro ciascuno ha esposto il proprio pensiero, e ogni partito ha avviato le proprie valutazioni sulla possibilità che la candidatura di Iorio diventi una candidatura di tutti.
A rendere l’idea del momento sono state le parole del vice coordinatore regionale della Lega, Ivan Forte: «Vedremo quelle che sono le posizioni dei nostri alleati sul tavolo» – ha detto. Nei giorni scorsi ci sono state interlocuzioni con Luca Iorio, che ha avviato il proprio percorso «dal basso», confrontandosi con i consiglieri comunali e, in parte, con gli esponenti dei partiti. Ora, ha spiegato, è opportuno che queste posizioni vengano portate al tavolo e che ognuno faccia le proprie valutazioni per capire se quella possa essere o meno la candidatura condivisa.
Il tempo, dunque, sembra tutt’altro che scaduto.
Quello di Iorio è quindi uno dei nomi possibili e non si esclude che già nella prossima riunione ne emerga qualche altro, da valutare prima della scelta finale. A godere di particolare apprezzamento ad esempio ci sarebbero anche Raimondo Fabrizio, Oreste Scurti e Cesare Pietrangelo.
Saranno i segretari regionali a dover “leggere” la situazione e dare la benedizione. L’auspicio nel centrodestra è che ne esca la persona in grado di competere alle elezioni per vincere.
Un obiettivo dichiarato è quello di Giovancarmine Mancini, espressione di Alleanza per il futuro, che si candida a un ruolo di mediazione. «Proviamo a trovare un punto d’incontro» – ha detto, ricordando di aver sollecitato da tempo riunioni di questo tipo.
Poi la stoccata politica: da una parte, ha osservato, c’è un centrosinistra con Castrataro «in campagna elettorale perenne»; dall’altra un centrodestra «ancora in alto mare».
Da qui l’invito a riportarlo «sulla terra», per occuparsi dei problemi di Isernia e degli isernini che, a suo dire, «non ce la fanno più».
La partita resta dunque aperta. L’appuntamento ora è fissato per la prossima settimana, quando i rappresentanti dei partiti torneranno a riunirsi. Solo allora si capirà se i vertici sapranno trovare una sintesi o se il confronto sul nome continuerà a dividere gli alleati.
Il clima, per ora, è improntato alla prudenza.




























