Si può vivere lontano dal paese in cui si è nati e continuare, allo stesso tempo, ad abitarlo attraverso i ricordi, gli affetti e le proprie radici. E si può trasformare quel legame, rimasto intatto nonostante gli anni e la distanza, in qualcosa di concreto, destinato a restare e a diventare patrimonio dell’intera comunità.
È il senso dell’iniziativa portata avanti da Angela Amoroso, alla quale il sindaco di Petrella Tifernina Alessandro Amoroso, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intero paese, ha voluto rivolgere un pubblico e sentito ringraziamento.
Angela non risiede da molti anni a Petrella, ma non ha mai reciso il filo che la lega al suo paese d’origine. Un sentimento coltivato nel tempo, anche grazie all’affetto e ai valori ricevuti dai genitori, e diventato negli anni un impegno personale per custodire e valorizzare ciò che appartiene alla storia, alla fede e all’identità della comunità petrellese.
Già qualche anno fa, proprio dalla sua devozione era nata la “Casa dei Santi”, uno spazio realizzato per offrire una collocazione adeguata alle statue dei Santi della parrocchia di San Giorgio Martire. Non un semplice luogo nel quale conservarle, ma uno spazio capace di restituire dignità e visibilità a testimonianze che racchiudono insieme un profondo significato religioso e un patrimonio storico e culturale tramandato attraverso le generazioni.
Ora quel progetto è pronto a compiere un ulteriore passo avanti.
Angela Amoroso ha infatti avviato i lavori di ristrutturazione del locale attiguo alla Casa dei Santi. Il progetto iniziale ha ricevuto nei giorni scorsi l’approvazione dell’arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor Biagio Colaianni, e punta alla realizzazione della sede parrocchiale ufficiale delle associazioni e dei comitati legati a San Giorgio e agli altri Santi venerati nella chiesa di San Giorgio Martire.
L’obiettivo, però, va ben oltre il recupero e la sistemazione di uno spazio. La nuova sede è pensata per diventare un punto di riferimento della vita parrocchiale e comunitaria: un luogo nel quale associazioni e comitati possano incontrarsi, confrontarsi e organizzare le proprie attività, ma anche uno spazio capace di accogliere gruppi e movimenti di ispirazione cattolica e cristiana provenienti da altre realtà.
Un luogo, dunque, nel quale far incontrare devozione e socialità, memoria e futuro. E nel quale lo scambio di esperienze e la nascita di nuove iniziative possano contribuire a mantenere vivi quei legami che, soprattutto nei piccoli centri, rappresentano una parte essenziale dell’identità collettiva.
È proprio questo aspetto che il sindaco Alessandro Amoroso ha voluto sottolineare. In una fase storica nella quale lo spopolamento e la distanza rischiano spesso di indebolire il rapporto tra chi è partito e il proprio paese, la scelta di Angela racconta una storia diversa: quella di chi, pur avendo costruito altrove la propria vita, continua a sentirsi parte della comunità dalla quale proviene e decide di restituirle qualcosa.
«La sua scelta dimostra che si può continuare a sentirsi parte di una comunità anche vivendo lontano, trasformando l’affetto per le proprie radici in un impegno concreto a beneficio di tutti», evidenzia il primo cittadino.
Da qui il ringraziamento dell’Amministrazione e dell’intera comunità: per il tempo, le energie e le risorse dedicate a Petrella, ma soprattutto per avere tradotto fede e appartenenza in opere destinate alla collettività.
«Grazie per aver trasformato la propria fede e il proprio legame con Petrella in opere concrete – conclude il sindaco – e, soprattutto, per aver contribuito a creare luoghi nei quali la memoria, la devozione, la cultura e la socialità possano continuare a incontrarsi e a generare comunità».
Perché ci sono molti modi per non lasciare mai davvero il proprio paese. Uno di questi è continuare a prendersene cura, anche da lontano. ppm





























