La macchina istituzionale si rimette in moto e, come spesso accade per le Province, lo fa lontano dai riflettori ma con equilibri politici tutt’altro che marginali. È stata fissata per domenica 5 luglio 2026 la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Isernia: un passaggio che potrebbe incidere in maniera significativa sugli assetti di governo di via Berta.
Le operazioni di voto si svolgeranno in un unico seggio, allestito nella sala consiliare del Palazzo provinciale, dalle 8 alle 20. A votare – come è noto – non saranno i cittadini, ma esclusivamente sindaci e consiglieri comunali del territorio, secondo il sistema di secondo livello introdotto dalla riforma Delrio. Un meccanismo che prevede anche il voto ponderato: il peso di ciascun elettore varia in base alla popolazione del Comune rappresentato.
Le liste potranno essere presentate tra il 14 e il 15 giugno presso l’Ufficio elettorale dell’Ente. Candidabili sono solo gli amministratori in carica. Dunque al momento le previsioni sulle squadre sono condizionate inevitabilmente dai risultati delle amministrative che si terranno invece questo weekend, il 24 e 25 maggio, con otto Comuni della provincia pentra che vanno al voto: Agnone, Conca Casale, Montenero Val Cocchiara, Poggio Sannita, Roccasicura, Sant’Angelo del Pesco, Santa Maria del Molise e Sesto Campano.
Si riparte, ad ogni modo, da una situazione ben definita ma tutt’altro che stabile. L’attuale presidente della Provincia, Daniele Saia, espressione del centrosinistra, ha amministrato finora in regime di “anatra zoppa”, con una maggioranza consiliare di centrodestra uscita vincitrice dalle elezioni del 7 aprile 2024.
In quella tornata, infatti, la lista “Autonomia e Identità” conquistò sei seggi contro i quattro di “Insieme per la Provincia di Isernia”, confermando i pronostici della vigilia e segnando un vantaggio netto anche nei voti ponderati. Un equilibrio che, però, ora potrebbe essere rimesso in discussione.
A spostare gli equilibri potrebbe essere soprattutto il quadro politico nei comuni, a partire da Agnone. Nel centro altomolisano, infatti, alle imminenti elezioni comunali si confronteranno due liste entrambe riconducibili all’area del centrosinistra, mentre il centrodestra non sarà presente.
Uno scenario che, tradotto nel sistema delle provinciali, potrebbe incidere in maniera determinante sul peso elettorale complessivo, orientando l’ago della bilancia proprio verso il centrosinistra e aprendo la strada a una possibile inversione dei rapporti di forza.
Il Consiglio provinciale attualmente in carica è composto da figure con profili amministrativi e professionali eterogenei: Anna Barile, Giuseppe Centracchio, Domenico Chiacchiari, Linda Dall’Olio, Sara Ferri, Claudio Falcione, Franco Marcovecchio, Candido Paglione, Manolo Sacco e Vincenzo Scarano. Una composizione che riflette, anche nei percorsi personali, il radicamento territoriale e amministrativo che caratterizza questo tipo di elezioni.
Al di là di nomi e numeri, ad ogni modo, il voto del 5 luglio rappresenta soprattutto un test politico: non solo per misurare i rapporti di forza tra centrodestra e centrosinistra, ma anche per capire se la Provincia di Isernia resterà in equilibrio precario o se uscirà finalmente da una fase di convivenza forzata.
Molto, come spesso accade in queste consultazioni, si giocherà nei piccoli centri e nelle dinamiche interne ai singoli schieramenti. Ed è proprio lì, lontano dalle grandi platee, che potrebbe maturare il vero risultato politico di questa tornata.

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