Una notte e un’intera mattinata senza poter percorrere l’A14 tra Termoli e Poggio Imperiale. La protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio ha segnato i collegamenti tra Molise e Puglia, con la chiusura dell’autostrada in entrambe le direzioni e il traffico dirottato sulla rete stradale ordinaria. Il tratto è tornato percorribile intorno alle 13.15 di lunedì 12 ottobre, dopo quasi quattordici ore di interruzione. La chiusura era scattata alle 23.30 circa di domenica 11 ottobre. Nel primo comunicato, Autostrade per l’Italia aveva indicato la necessità di ripristinare il piano viabile e rimuovere mezzi danneggiati a seguito di una manifestazione, all’altezza dei chilometri 505 e 507. Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale del settimo Tronco di Pescara e dell’ottavo Tronco di Bari della società autostradale. Per tutta la durata della chiusura, chi viaggiava verso Pescara doveva lasciare l’autostrada a Poggio Imperiale e proseguire sulla statale 16 Adriatica in direzione Termoli, fino al bivio con la statale 87 Sannitica, per raggiungere il casello termolese e rientrare in A14. Percorso inverso per gli automobilisti diretti verso Bari. La viabilità ordinaria è diventata così il passaggio obbligato per superare il tratto interdetto. rainews.it
Autostrade per l’Italia ha precisato che il tratto era stato chiuso in via cautelativa dalla Prefettura di Campobasso a causa di una protesta degli autotrasportatori lungo la viabilità ordinaria.
La riapertura delle 13.15 ha consentito di riprendere il collegamento autostradale, ma con limitazioni: nel tratto interessato il traffico transitava su una sola corsia per ciascuna direzione. Al momento dell’aggiornamento si registravano inoltre cinque chilometri di coda tra San Severo e Poggio Imperiale, verso Pescara.
La protesta legata ai costi del carburante ha dunque avuto conseguenze dirette sulla circolazione lungo l’Adriatica. Per chi era in viaggio, il blocco ha significato uscite obbligatorie e percorsi alternativi per quasi quattordici ore; anche dopo la riapertura, il transito a capacità ridotta e le code hanno prolungato i disagi.





























