È arrivata l’attesa sentenza del giudice del Tribunale di Isernia, Martina Guenzi, sui fatti risalenti al 2018 che vedevano coinvolte due maestre di un asilo di Venafro per maltrattamenti su minori. Sono state condannate a 2 anni e 4 mesi: il risarcimento dei danni civili in separata sede. Una vicenda che ha avuto una vasta eco a livello nazionale.
L’ultima udienza del processo di primo grado è arrivata con la condanna delle due maestre. Alcuni genitori denunciarono alle autorità giudiziarie, alla fine di novembre 2018, comportamenti anomali sui figli, bambini di circa 2-3 anni che raccontavano episodi avvenuti nella scuola.
Furono messe tre telecamere nell’arco di una ventina di giorni. Tra le condotte contestate alle due maestre figuravano strattoni, colpi alla testa, minacce e insulti. Il procedimento è andato avanti per diversi anni con l’esame di testimoni e consulenti. Nel 2025 erano circa 30 i genitori indicati come parti offese.
Dopo quasi otto anni dai fatti, il processo di primo grado è arrivato alla fase conclusiva. La Procura aveva chiesto 1 anno e 4 mesi per ciascuna delle due maestre, ma la decisione del giudice è stata di una condanna più elevata. Dopo l’arringa dei difensori delle due maestre, gli avvocati De Rubertis, Andreozzi, Perrotta e Stellato, la giudice Guenzi si è ritirata in camera di consiglio e dopo un’ora e mezza ha emesso la sentenza di colpevolezza.
Al termine della sentenza, soddisfatti il Comitato dei genitori presenti nell’aula del Tribunale di Isernia.
Sulla vicenda sono intervenuti ai microfoni di Teleregione l’avvocato di parte civile, Alberto Buggea, e il difensore di una delle due maestre, Gianni Perrotta.
«È una sentenza importante – ha detto Buggea -, è stata riconosciuta la responsabilità delle maestre per il reato di maltrattamenti. Come difesa delle persone offese abbiamo cercato ovviamente di ricostruire i fatti anche per dare voce ai bambini e a tutte le famiglie e il Tribunale ha dato una risposta positiva riconoscendo la colpevolezza delle due maestre. Attenderemo di leggere le motivazioni complete – ha proseguito il legale -, ma già il riconoscimento è un ottimo punto di partenza per intraprendere la strada di un giusto ed equo indennizzo che sarà riconosciuto ai bambini vittime di maltrattamenti».
«È una sentenza severa, ma prima di ogni commento bisognerà di attendere le motivazioni – ha detto invece Perrotta -. Il giudice ha ritenuto di irrogare questo tipo di sentenza di condanna. Vedremo le motivazioni che sono previste entro 90 giorni e trarremo tutte le conseguenze del caso. Sicuramente ci sarà un ricorso in appello» – ha annunciato.




























