«I cittadini della piana di Venafro sono sfiniti dalle promesse e soprattutto stanchi di contare le vittime sul territorio. Ora vogliono fatti».
All’indomani dell’approvazione in Consiglio regionale, all’unanimità, della mozione sul rafforzamento delle misure di tutela ambientale nella zona, il capogruppo 5s Andrea Greco chiede di passare immediatamente all’azione. La decisione dell’Assemblea legislativa, aggiunge, «rappresenta un passaggio importante, ma non è un traguardo: è il punto dal quale la Regione deve partire per dare risposte a comunità che da anni convivono con criticità ambientali e sanitarie documentate».
Il documento, ripercorre Greco, «porta la prima firma mia e dell’assessore Roberto Di Baggio, già presidente della III Commissione» e «nasce dal confronto con l’associazione “Mamme per la Salute e l’Ambiente” e con le realtà civiche che da anni chiedono trasparenza sull’aria che respirano. Quel confronto si è tradotto in approfondimenti e audizioni con Cnr, Arpa Molise, Ispra, strutture regionali, amministrazioni, tecnici e rappresentanti. L’atto ha raccolto adesioni trasversali, perché quando sono in gioco la salute e la vita delle persone non possono esistere steccati politici».
Con la mozione i risultati dello studio epidemiologico EPIVenafro+7, coordinato per il Cnr dal dottor Fabrizio Minichilli e condotto su otto Comuni e 29.495 residenti, sono entrati per la prima volta in Consiglio regionale. Lo studio ha evidenziato incrementi dei ricoveri per patologie cardiovascolari, tra il 20 e il 30%, e una mortalità maschile per patologie cerebrovascolari fino a due volte e mezzo superiore nelle aree a media esposizione industriale agli ossidi di azoto.
A questo quadro, già di per sé allarmante, si aggiungono i superamenti del limite giornaliero di PM10 registrati dalla centralina “Venafro 2”: 60 nel 2022, 52 nel 2023, 51 nel 2024 e 38 nel 2025, a fronte di un limite annuo di 35. La conformazione della piana, caratterizzata da scarsa ventilazione, inversioni termiche e ristagno atmosferico, rende difficile la dispersione degli inquinanti e impone prudenza nelle autorizzazioni e nella pianificazione.
«Ora, dunque, la Giunta deve passare dalle parole ai fatti: ricontrollare le autorizzazioni ambientali degli impianti, tra cui quelle di Colacem e HerAmbiente, imporre limiti più severi alle emissioni – elenca Greco – e garantire controlli indipendenti. I dati delle centraline dovranno arrivare direttamente ad Arpa Molise ed essere pubblicati in tempo reale, perché ogni cittadino ha il diritto di sapere che aria respira. La trasparenza, infatti, tutela i cittadini e le imprese che rispettano le regole; se qualcuno invece non le rispetta, la tolleranza deve essere zero».
La mozione impegna anche la Regione a predisporre un piano straordinario di risanamento con obiettivi misurabili per PM10, PM2.5, ossidi di azoto e benzo(a)pirene, completare la mappatura delle fonti inquinanti, installare centraline meteorologiche permanenti, aggiornare il Registro Tumori, avviare controlli sul latte materno e indagini sulle malattie neurologiche e sulle sostanze nocive depositate al suolo.
«Il voto unanime del Consiglio è un mandato politico preciso. Da oggi non conteranno più le dichiarazioni, ma le centraline installate, i dati pubblicati, le autorizzazioni riesaminate, le risorse stanziate, le emissioni ridotte e le scadenze rispettate. Vigilerò su ogni impegno, perché questa mozione non sia celebrata oggi e sepolta domani in qualche ufficio. Dopo troppi anni di attesa, la piana di Venafro ha il diritto di respirare senza paura. Ora tocca alla Regione», conclude il capogruppo 5s a Palazzo D’Aimmo.

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